Ad Arosio giunta sotto accusa per i permessi di residenza facili

 

Dionisio: “a noi risulta che non vengono effettuati accertamenti”

 

 

“Per Arosio” vuole chiarimenti per capire come avvengano le nuove iscrizioni all’anagrafe cittadina sollevando dubbi sul fatto che effettivamente si facciano dei controlli per accertare non solo la regolarità dei documenti dei richiedenti, ma anche le condizioni igienico sanitarie dei locali presi in affitto o acquistati sul territorio arosiano.

«Vogliamo sapere come viene applicato il decreto Maroni della scorsa estate in materia di sicurezza pubblica. – spiega il capogruppo di minoranza Salvatore Dionisio -  A noi risulta che in paese non vengono effettuati controlli, ma gli uffici dell’anagrafe si basano solo sulle autocertificazioni. Così facendo, a nostro avviso si perde il controllo dei flussi migratori sul territorio».

Timori che il sindaco Antonio Pozzi assicura essere infondati: «I controlli ad Arosio si sono sempre fatti ed erano in vigore ancora prima del decreto Maroni – assicura il primo cittadino – . La differenza rispetto a prima, è che se un cittadino per iscriversi all’anagrafe comunale doveva, tra gli altri documenti, presentate anche un certificato emesso dalla Asl che testimoniasse la salubrità dei locali che intendeva occupare come prima abitazione, adesso è il comune che si occupa di questo aspetto. Nel caso in cui i nostri vigili o il personale dell’ufficio tecnico non riscontrino adeguate condizioni igienico-sanitarie, sono loro a richiedere l’intervento dell’Asl. Questo cambiamento non solo

permette ai cittadini di risparmiare tempo, ma i comuni, che meglio conoscono il proprio territorio rispetto a un ente esterno, possono in questo modo avere sempre il polso della situazione aggiornato. Per cui il controllo del territorio è garantito e su questo aspetto il gruppo di  minoranza non venga a farci la morale».

Il sindaco Pozzi in particolare non ha per nulla gradito l’insinuazione del dubbio che ad Arosio si concedano le residenze in maniera “facile”: «Piuttosto succede il contrario e lo dimostrano i casi di ricongiungimento familiare – prosegue -: esistono delle tabelle della Regione Lombardia che indicano 

chiaramente di quanti mq deve essere l’alloggio per accogliere i nuclei familiari in base al numero dei loro componenti. Abbiamo avuto il caso specifico di un pakistano al quale non abbiamo consesso questo  riavvicinamento perché la sua abitazione era di due metri quadrati inferiore a quanto richiesto dalla norma.

E non abbiamo fatto eccezioni solo perché i metri quadrati di differenza erano pochi: se la legge è quella, va rispettata per cui, piuttosto che essere tacciati di permissivismo, ci siamo scrupolosamente attenuti a quanto previsto. Dunque un concetto di equità e di regole certe che nulla hanno a che vedere con il permissivismo».

E non solo: «Per evitare situazioni di degrado o di sovraffollamento negli appartamenti, episodi che si verificano con maggiore facilità quando si parla di stranieri, in accordo con la caserma dei Carabinieri di Mariano abbiamo organizzato dei controlli a sorpresa in alcune zone periferiche del paese in cui c’era stata segnalata un’intensa presenza di persone di nazionalità diversa da quella italiana. Bene – conclude il sindaco Pozzi -, mi fa piacere poter dire che quell’operazione non ha accertato infrazioni o irregolarità sia per quanto riguarda i documenti e i permessi di soggiorno, sia  per le situazioni abitative»

Da La Provincia di Como del 23-1-2010

 

 

  

 

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