giu 29

Bossi ci prende in giro..

La Regione Lombardia, ha approvato il bando per “voucher multi servizi per il sostegno dell’internazionalizzazione delle PMI lombarde 2010”. Si stanziano 2.150.000 milioni di euro per sostenere la cosiddetta “internazionalizzazione” delle Piccole Medie Imprese (PMI) lombarde.

Accanto ad alcuni aiuti condivisibili sono però previsti anche incentivi per la creazione o il consolidamento di una presenza diretta in paese straniero. Si tratta, quindi, di vere e proprie delocalizzazioni, magari per produrre merci che poi verranno reimportate e “spacciate” come Made in Italy.

Contemporaneamente l’Indesit di Bergamo, dopo aver usufruito degli ecoincentivi e della Cassa Integrazione ora chiude per trasferirsi a Caserta per usufruire delle agevolazioni dell’anticipo di federalismo fiscale previsto nella manovra

E’ evidente, quindi, che Pdl e Lega, anziché mantenere le imprese sul territorio, promuovere (al nord come al sud) nuove politiche industriali per nuovo e buon lavoro, finanziano il trasferimento del lavoro all’estero e al sud.

Questo è l’anticipo di cosa succederà con il federalismo: la guerra di tutti contro tutti e soprattutto contro il lavoro, i diritti, un salario dignitoso (è anche la storia di Pomigliano).

 

La Lega, che a chiacchiere, difende il nord, il made in Italy, contrasta le localizzazioni,

invece approva in Lombardia e a Roma leggi che esportano lavoro all’estero e al sud,

LA LEGA PARLA CON LINGUA BIFORCUTA!!

 Ugo boghetta segretario regionale prc Lomabardia

Matteo Gaddi Responsabile Dipartimento Nord Prc

giu 29

GLI OSPEDALI IN LOMBARDIA

Anche per gli ospedali è andata crescendo nella nostra regione la linea della privatizzazione, e quindi dell’obiettivo del profitto, rispetto all’obiettivo prioritario della tutela della salute.

Ciò è avvenuto tramite norme che hanno sancito formalmente la parità totale fra pubblico e privato nell’ambito di una logica di concorrenza di mercato.

Alcuni dati mostrano chiaramente ciò che di conseguenza è avvenuto:

 

  Anno

2001

Anno

2008

 
Posti Letto

Privati Accreditati

13122 14533 +10.7 %
Posti Letto

Pubblici

32450

 

26491 -18.6 %

 

Nel quadro di una complessiva riduzione dei posti letto il privato è aumentato ed il pubblico e fortemente diminuito.

Il criterio del pagamento a prestazione (D.R.G.) ha poi portato ad un forte aumento dei DRG più remunerativi, anche se non sempre necessari e a vere e proprie truffe a danno del bilancio pubblico.

 

La separazione tra Aziende Ospedaliere ed ASL ha ridotto sensibilmente la possibilità di una programmazione degli interventi in funzione delle reali necessità dei territori e ha ridotto la funzione delle ASL a semplice ente pagatore.

 

Queste politiche hanno portato ad un forte aumento della spesa per l’incremento dei DRG (soprattutto chirurgici) con conseguenze sia sulla possibilità di soddisfare adeguatamente la domanda, sia sulla carenza di risorse per ammodernamento e innovazione.

 

SI PUO’ E SI DEVE PERSEGUIRE UNA LINEA ALTERNATIVA

 

  • Difendere e rilanciare il sistema pubblico
  • Realizzare un sistema programmato a rete in alternativa alla logica di competizione di mercato.
  • Differenziare tra loro gli ospedali in tre livelli : quello zonale, quello ASL e quello sovra ASL.
  • Prevedere il recupero della gestione diretta da parte della ASL, salvo poche vere aziende ospedaliere a livello superiore.
  • Rivedere il sistema di funzionamento superando i DRG introducendo un sistema che premi i risultati di salute.

 Federazione Sinistra

Milano, 28 giugno 2010

giu 28

I fatti secondo la Provincia di Como

Le macerie dell’ex Lechler di via Bellinzona, lastre di amianto comprese, sarebbero state triturate e trasformate in bitume per asfaltare le strade. È il sospetto della procura, che ha messo sotto inchiesta quattordici persone (tra le quali gli ex vertici della Perego Strade, ora fallita) e aperto un fascicolo sui viaggi dei camion della società lecchese – ma con decine di commesse pubbliche e non anche nel Comasco – carichi dei resti della fabbrica demolita nel 2008. Si pensa che questi sarebbero stati macinati e utilizzati per realizzare materiale per fondi stradali e per le asfaltature ma anche come terra di riempimento in alcuni cantieri pubblici comaschi e lombardi.
 

Il nostro commento

Quanto accaduto, se si rivelassero verificati i sospetti della Procura, sarebbe solo l’ennesima prova della tendenza a privilegiare i profitti, comprimendo le spese, rispetto alla qualità e alla salute degli stessi cittadini. Come Partito della Rifondazione Comunista di Como riteniamo che questo modo di pensare debba cambiare con un intervento pubblico nell’economia, anche considerando che i danni alla salute pubblica si traducono poi in costi pubblici per la sanità e in termini di inabilità al lavoro per malattia.
Contiamo sulla necessità di un intervento politico oltre che giudiziario per invertire una tendenza che non è solo un caso isolato ma un sistema di profitti fatti sulla pelle della cittadinanza.

giu 25

La manifestazione della CGIL ha portato in piazza 1 milione di persone in tutta Italia.
1 milione di lavoratori e lavoratrici, studenti, precari, pensionati che hanno detto NO al Governo e a Confindustria.

1 milione di persone che assume un significato forte in un clima politico in cui CISL e UIL non sono più sindacati dei lavoratori ma dei padroni, pronti a firmare qualunque accordo, qualunque cosa Confindustria e Berlusconi chieda.

A Milano eravamo 80 mila secondo la CGIL, da Como è partito un pullman e molti compagni hanno partecipato allo spezzone, chi come Federazione del PRC di Como chi con i Giovani Comunisti. Presente anche uno spezzone delle lavoratrici della Ca’ d’Industria, il simbolo della lotta nella nostra città.

Il nostro NO ai padroni è un SI’ al lavoro, alla sicurezza di arrivare alla fine del mese, un SI’ alla distribuzione equa dei costi della crisi che è stata causata dai padroni e che dai padroni deve essere pagata.

giu 24

Avevamo chiesto al Consiglio Comunale di prendere posizione contro il patrocinio del Comune all’iniziativa dei fascisti: Donato Supino aveva chiesto lumi direttamente al sindaco «il Consiglio comunale deve prendere posizione, anche contro i due assessori che hanno preso questa decisione». Oggi ai motivi ideali dell’antifascismo si aggiungono, purtroppo a cose fatte i motivi materiali dei danneggiamenti. Faremo valere in Consiglio Comunale e in tutte le sedi opportune le nostre ragioni, contro l’incoerenza di una Giunta che protegge politicamente un’organizzazione di picchiatori e vandali.

L’appuntamento organizzato dai neo-fascisti di Militia ha prodotto infatti non solo la caduta spirituale della nostra città, ma anche ingenti danni materiali. I locali della biblioteca sono stati infatti imbrattati con scritte e slogan. Ci stupisce, ma forse nemmeno poi tanto, che la giunta che ha costituito nello scorso mandato il nucleo per la sicurezza contro i writers (colpevole di aver sparato a sangue freddo alla nuca di un ragazzo – Rumesh) abbia patrocinato un’assemblea di questi individui che invece hanno piena libertà di sporcare e rovinare spazi pubblici.

Riportiamo qui l’articolo di ieri apparso su La Provincia di Como

Non è ancora stata quantificata esattamente l’entità del danno in termini economici, ma quello che è certo che la serata di venerdì sera in biblioteca, organizzata dall’associazione Militia e patrocinata dal Comune, sulla tessera del tifoso ha lasciato il segno. Gli addetti alla biblioteca hanno scoperto infatti i bagni completamente imbrattati con scritte tipo “ultras liberi” e contro Varese, neopromossa in serie B. È già stato eseguito un primo intervento per ripulire i bagni, ma da quanto si apprende, è già stata richiesta la ritinteggiatura dei locali. La serata era già stata travolta dalle polemiche per la dura presa di posizione dell’Associazione nazionale partigiani che contestava al Comune la scelta di patrocinare un’iniziativa promossa da un’associazione di estrema destra. Sulla stessa linea si era schierato Donato Supino (Rifondazione) con durissimo intervento in consiglio comunale. La giunta aveva però confermato il patrocinio.

giu 23

Comunicato stampa del 21/06/2010.

Dichiarazione di Roberta Fantozzi, segreteria nazionale Prc-Se, e di Antonio
Ferraro, responsabile Politiche sociali del Prc-Se.

 

«L’emendamento presentato dalla Lega è indecente e inaccettabile».
Così Antonio Ferraro, responsabile nazionale Politiche sociali del Prc-Se,
commenta l’emendamento della Lega al decreto legge sulla manovra che prevede una sanatoria per falsi invalidi e medici. «Questa destra “antisociale” da una parte priva i “veri invalidi”, come le persone con sindrome di down,
dell’assegno di invalidità attraverso l’innalzamento dal 74 all’85% della
percentuale minima per accedervi e dall’altra vuole salvare i “falsi invalidi”
e i medici che li hanno certificati con una sanatoria. C’è un limite alla
decenza e questa maggioranza lo ha ampiamente superato colpendo i diritti
sociali delle persone in difficoltà e premiando coloro che negli anni hanno
truffato lo stato. Piuttosto – conclude Ferraro- il governo elimini
l’innalzamento della percentuale, come richiesto da tutto il mondo della
disabilità, e ridia i miliardi di euro tolti in questi anni ai fondi per il
sociale».

giu 23

QUESTO E’ IL TESTO DELLA MOZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE  “PER AROSIO” BOCCIATA DAL CONSIGLIO COMUNALE IL 30.11.2009

IL CONSIGLIO COMUNALE

 VISTA la mozione presentata in data 6 novembre 2009, prot.n.7268, da parte del gruppo consiliare “Per Arosio Mario Galli Sindaco”, avente ad oggetto “L’acqua come diritto universale, pubblico e non come merce”;

 

  • ATTESO che trattandosi – ai sensi dell’art.49, comma 1, del D.Lgs.n.267/00 – di mero atto d’indirizzo, non è richiesta l’espressione del parere tecnico; 
  • VISTO il D.Lgs.n.267/00; 
  • CON VOTI 3 favorevoli (Aiello,Dionisio,Curtoni) 12 contrari e 2 astenuti (Molteni,Curioni) 

DELIBERA 

  • di non approvare la mozione presentata dal gruppo consiliare “Per Arosio Mario Galli Sindaco”, avente ad oggetto “L’acqua come diritto universale, pubblico e non come merce”; 

 NELL’INTERESSE DELLA COMUNITA’ INVITIAMO I CITTADINI A SOTTOSCRIVERE ENTRO IL 1° LUGLIO I TRE REFERENDUM PER L’ACQUA PUBBLICA IN COMUNE OPPURE CHIEDENDO AI CONSIGLIERI COMUNALI DEL GRUPPO “PER AROSIO”

Immagine                      

IN LOMBARDIA 100 MILA PERSONE HANNO GIA’ FIRMATO

giu 22

Con Pomigliano

giu 21

La manovra del Governo Berlusconi taglia il 30% al trasporto pubblico locale e mette quindi a rischio il già precario sistema di trasporti lariano.

La navetta per il nuovo Sant’Anna, che ricordiamo non sarà più a Como ma a San Fermo della Battaglia – fuori dal territorio comunale – rischia di avere una frequenza di una corsa all’ora.

A Como le corse, già ridotte e non all’altezza delle altre città (ad oggi la frequenza è di una corsa ogni 7,5 minuti nelle ore di punta e ogni 15 minuti negli altri momenti – molto più secondo gli utenti), potrebbe passare a 20/25 minuti nelle ore di punta e addirittura a una corsa ogni 45 minuti negli altri momenti della giornata.

Il Governo ci aveva detto che non avrebbe messo le mani in tasca agli italiani, ma taglia i servizi pubblici in maniera indiscriminata mentre nomina altri ministri (l’ultimo sul federalismo) per aumentare la lottizzazione e i favori. Ci aveva parlato di federalismo ma affossa regioni, province e comuni e ne taglia la capacità di far fronte alle necessità dei cittadini.

Chiediamo che se taglio dev’essere questo sia ai profitti e non al servizio, perché a pagare siano coloro che hanno preso le poltrone del Consiglio di Amministrazione come posto di pensionamento dall’attività politica e non i cittadini comaschi.

giu 18

Ferrero intervistato a RaiNews24


Intervista a Paolo Ferrero
(Chiara Zappalà su il manifesto del 17 giugno)

«Non decideranno i lavoratori o la Fiom, il referendum non vale niente», è categorico il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero e aggiunge: «quello non è un referendum ma un plebiscito e finirà come in genere finiscono i plebisciti. Un referendum e la democrazia presuppongono che ci sia la possibilità di scegliere e qui non siamo di fronte a questa situazione».

Martedì è stato a Pomigliano. Che aria tira?

Ci sono sentimenti diversi che vanno dal disgusto totale al pensare che sia un ingiustizia, ma che non ci sia altro da fare. Un sentimento classico in una situazione di ricatto.

E infatti lei ha parlato di ricatto di tipo mafioso.
Non era ancora successo che in Italia ci fosse un ricatto di questo tipo. È un diktat, non si può parlare di accordo: è il testo che la Fiat ha messo sul tavolo fin dall’inizio e prevede una deroga al contratto nazionale di lavoro, alle leggi e al diritto costituzionale allo sciopero.

A proposito di anticostituzionalità, la Fiat sembra attuare il tentativo del governo di modificare la Costituzione.
Direi di sì. Il governo ha detto di voler modificare l’articolo 41 e il complesso del titolo terzo, e la Fiat sta facendo esattamente questo. Che poi è il mettere in esplicito che non esiste un diritto o tutela dei lavoratori al di sopra dei rapporti di forza brutali che ci sono sul posto di lavoro. Nella logica della Fiat e nella logica del governo il contratto di lavoro diventa un contratto di tipo individuale: ogni lavoratore fa un accordo di tipo commerciale con l’azienda. La Fiat demolisce il contratto nazionale di lavoro, dice che le leggi si fermano ai cancelli dell’azienda e dice che la costituzione non vale già più niente. C’è una divisione di compiti e di consonanza integrale con il governo. Ed è vergognoso che chi si oppone alla modifica della Costituzione non dica nulla sul diktat della Fiat, come il Pd o certi giornali. Questa opposizione è di tipo liberale e considera normale che sui luoghi di lavoro non valga la Costituzione.

Lei è stato operaio in Fiat e conosce il lavoro in fabbrica. Con l’accordo, come peggiorano le condizioni di Pomigliano?
C’è una riduzione delle pause per chi sta in catena di montaggio, c’è un’intensificazione del lavoro, c’è uno spostamento della mezz’ora di mensa a fine turno e quindi si dovrebbe lavorare per sette ore e mezza e poi andare a mensa con la possibilità che questa mezz’ora venga regolarmente tolta per fare straordinari e c’è un meccanismo di straordinari obbligatori che per loro natura andrebbero fatti la domenica.

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