Nella notte il Presidente della Repubblica ha firmato il decreto che salva le liste del PDL in Lombardia e nella Provincia di Roma.
Si tratta dell’ennesima dimostrazione che questo Governo ritiene le regole poste a tutela della democrazia come delle formalità valide solo per i fessi.
Riteniamo gravissimo l’atto di cambiare le regole in corso d’opera, e riteniamo altrettanto grave che la figura che dovrebbe tutelare la Costituzione non vi si sia opposto.
Siamo certi che una consultazione senza il partito del Presidente del Consiglio sarebbe stata quantomeno bizzarra, ma non si può tacere il fatto che questo è derivato esclusivamente dall’incompetenza dei dirigenti del Popolo della Libertà, che non sono stati in grado di attuare quegli obblighi di legge che tutte le altre liste presenti sono riuscite a compiere.
Un partito incapace di porre dei timbri non è degno di governare una regione.
Dichiarazione di Augusto Rocchi, esponente Segreteria nazionale del Prc-Se e responsabile nazionale Economia del Prc-Se.
Come Rifondazione Comunista, esprimiamo la nostra più piena solidarietà con le lotte dei lavoratori greci e la nostra totale condivisione dello sciopero
generale oggi in corso in Grecia. Proprio la drammatica vicenda ellenica mette in discussione decenni di conquiste e di dibattiti sull’Europa perché le due vie d’uscita proposte sono entrambe pessime: o il fallimento economico dello Stato o il commissariamento delle decisioni politiche dello Stato stesso.
Ciò che sembra inaccettabile – ai nostri occhi – è l’autentico massacro
sociale con licenziamenti di massa, soppressione di mensilità di stipendio e
tagli indiscriminati ai servizi pubblici.
Se questa crisi, determinata dal buco finanziario e dal surplus di debito
pubblico, non troverà una soluzione politica accettabile per il mondo del
lavoro produrrà un effetto a catena in altri Stati fondatori dell’Europa
comunitaria come l’Irlanda, il Portogallo e la Spagna. E l’Italia può essere
trascinata in questo vortice giacché i principali parametri del trattato di
Maastrict sono negativi: l’aumento della pressione fiscale, la riduzione delle
entrate fiscali, l’aumento del debito pubblico rispetto al PIL.
Il nostro intervento politico si concentrerà in particolare nella costruzione
di un movimento di massa che si opponga alle politiche monetaristiche di
Maastricht e a questa Europa liberista e senza democrazia.
Ufficio stampa Prc-SE
