feb 28
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Volantone regionale. Clikka sull'immagine per ingrandire

feb 28

Alcoa: la mobilitazione dei lavoratori ha ottenuto un primo risultato.

L’accordo raggiunto su Alcoa è un risultato parzialmente positivo. La multinazionale dell’alluminio torna indietro rispetto al proposito di mandare i lavoratori in cassa integrazione e fermare gli impianti, che avrebbe rappresentato nient’altro che l’avvio della dismissione della produzione di alluminio in Italia e si impegna a garantire la continuità produttiva per i prossimi sei mesi.

E’ un risultato parziale perché è evidente che la vertenza si concluderà solo nel momento in cui sarà acquisita la garanzia definitiva del mantenimento delle produzioni nel nostro paese e dunque bene fanno i sindacati a pretendere verifiche continuative sull’andamento della situazione.

Ribadiamo la necessità che il governo assicuri in ogni caso la produzione di alluminio, ricorrendo anche all’intervento pubblico diretto.
Sottolineiamo come in tutta la vicenda sia stata decisiva la determinazione e la tenuta della mobilitazione dei lavoratori. E’ una lezione che vale per il futuro della vertenza Alcoa, come per le tante altre vertenze aperte nel paese. Per questo siamo impegnati a sostenere in ogni modo le mobilitazioni in corso.

Roberta Fantozzi
Segreteria Nazionale PRC-SE

feb 26

Oggi in Sala Stemmi di Palazzo Cernezzi si è svolta la conferenza stampa di presentazione della lista della Federazione della Sinistra.

Presenti tra gli altri, oltre ai quattro candidati per la provincia di Como, Vittorio Agnoletto (candidato Presidente della Regione) e il Consigliere Comunale Donato Supino.

Sono stati illustrati i punti fondamentali del nostro programma:

  1. Sanità: buona parte della spesa regionale è destinata al servizio sanitario, che però è tuttaltro che efficiente. Molti fondi sono destinati alle cliniche private e si sono avuti veri e propri scandali di strutture che hanno falsificato procedure per attuare esami che non sarebbero stati necessari al solo fine di avere i fondi regionali. Chiediamo quindi il rilancio della sanità pubblica come tutela del diritto alla salute per tutti.
  2. Scuola: il formigonismo ha sostanzialmente distrutto la scuola pubblica, mentre si stanziano fondi per i buoni scuola alle famiglie (indipendentemente dal reddito) che mandano i figli alle scuole private. Nel frattempo assistiamo ad una situazione nella quale Comunione e Liberazione gestisce immense quantità di denaro grazie alla Compagnia delle Opere che costituisce un reale potere occulto (ma neanche poi così occulto) in Regione. Stigmatizziamo la chiusura della scuola Gandhi di Milano, che permetteva ai lavoratori di proseguire gli studi effettuando lezioni serali. Questi non erano bamboccioni, ma giovani che di giorno lavorano e la sera studiano. Impedirgli di proseguire il percorso formativo è inaccettabile.
  3. Diritto al lavoro: la precarietà giovanile e nel mondo del lavoro in generale impediscono la creazione di prospettive per i giovani e i lavoratori nel nostro territorio. Esigiamo l’estensione degli ammortizzatori sociali per tutti, anche per coloro che hanno lavori a tempo determinato o a chiamata, e lotteremo per l’abrogazione della Legge 30 che legittima la precarietà e la ricattabilità dei lavoratori.
  4. Edilizia popolare: Formigoni ha tolto ingenti fondi dall’edilizia popolare per costruire il nuovo Palazzo della Regione con eliporto (l’elicottero che userà SOLO LUI) e giardini pensili (sempre a SUO uso e consumo). Nel mentre l’edilizia popolare lombarda è in condizioni disastrose. Ci impegniamo a invertire la tendenza, perché il diritto alla casa è un diritto di tutti.
  5. Trasporti: la Regione Lombardia continua a puntare sul trasporto su gomma (Pedemontana, Bre-Be-Mi…), che creano ancora più inquinamento mentre abbiamo superato qualunque limite per la normativa europea. Noi pensiamo che vadano incentivati i trasporti pubblici e in particolare su rotaia. Pensiamo che invece di investire su TAV e navetta per Malpensa si debba investire sul trasporto per i pendolari, per renderli più puntuali ed efficienti (ad oggi i treni delle Nord impiegano lo stesso tempo che nel 1939).

Per quanto riguarda propriamente il territorio lariano in particolare, sono moltissime le richieste di Cassa Integrazione, segno che moltissimi stanno perdendo il posto di lavoro e che la crisi è quindi tutt’altro che alle spalle. La lotta a difesa dei lavoratori è punto fondamentale della nostra politica.

Non sono mancati gli attacchi per quanto riguarda il muro del lago. Abbiamo riproposto il nostro manifesto contro la Lega Nord per ricordare ancora ai cittadini comaschi come la Lega sia pienamente corresponsabile di quanto accaduto. Condanniamo inoltre l’atteggiamento del Partito Democratico, che sta impostando la campagna elettorale come se la battaglia per abbattere quest’ennesimo esempio di abusivismo edilizio sia stata vinta solo grazie a loro, svilendo in questo modo – a nostro parere – la lotta dei cittadini a cui noi non abbiamo alcuna intenzione di porre cappelli.

Ci impegniamo a combattere la speculazione, a garantire un’edilizia popolare vera, a lottare per una scuola e dei trasporti pubblici di qualità.

Per questi motivi, vi invitiamo a votare per la Federazione della Sinistra. Unico baluardo contro le Destre. Contro l’imperatore Formigoni non servono vassalli come Penati, ma un’opposizione vera, che denunci i crimini politici dell’Amministrazione Regionale e offra ai cittadini una sponda istituzionale credibile.

feb 26

La fondazione di Ca’ D’Industria di Como ha deciso di esternalizzare il servizio della cucina senza informare previntivamente i lavoratori e i loro rappresentanti sindacali, mettendoli difronte al fatto compiuto.

Questo e’ un fatto grave che compromette un rapporto di fiducia e di affidabilità tra le parti, e rischia di peggiorare la qualità del servizio offerto ai pazienti delle strutture della Ca’ D’Industria.

Questa scelta e’ ancora più grave, visto che viene condivisa anche dal Consigliere di amministrazione espressione del partito democratico, che si dovrebbe supporre estraneo a certe logiche.

Inoltre questa decisione non e’ supportata neanche da una scelta di deficit di bilancio, visto che il bilancio di Ca’ D’Industria chiude quasi in pareggio.

Il gruppo Consigliare di Rifondazione Comunista e la Federazione della sinistra di Como, sostengono le rivendicazione dei lavoratori contro l’esternalizzazione. Cosi si evita di far pagare le incapacità del consiglio di amministrazione (lottizzato) ai lavoratori e agli ospiti della Ca’ D’Industria.

FEDERAZIONE DELLA SINISTRA DI COMO

gruppo consigliare di rifondazione comunista di Como

Como 4 Marzo 2010

NO ALL’ ESTERNALIZZAZIONE DELLE CUCINE DELLA CA’ D’INDUSTRIA

La fondazione di Ca’ D’Industria di Como ha deciso di esternalizzare il servizio della cucina senza informare previntivamente i lavoratori e i loro rappresentanti sindacali, mettendoli difronte al fatto compiuto.

Questo e’ un fatto grave che compromette un rapporto di fiducia e di affidabilità tra le parti, e rischia di peggiorare la qualità del servizio offerto ai pazienti delle strutture della Ca’ D’Industria.

Questa scelta e’ ancora più grave, visto che viene condivisa anche dal Consigliere di amministrazione espressione del partito democratico, che si dovrebbe supporre estraneo a certe logiche.

Inoltre questa decisione non e’ supportata neanche da una scelta di deficit di bilancio, visto che il bilancio di Ca’ D’Industria chiude quasi in pareggio.

Il gruppo Consigliare di Rifondazione Comunista e la Federazione della sinistra di Como, sostengono le rivendicazione dei lavoratori contro l’esternalizzazione. Cosi si evita di far pagare le incapacità del consiglio di amministrazione (lottizzato) ai lavoratori e agli ospiti della Ca’ D’Industria.

FEDERAZIONE DELLA SINISTRA DI COMO

gruppo consigliare di rifondazione comunista di Como

Como 4 Marzo 2010

feb 25

brianza

La cascata Vallategna si trova in comune di Asso, a poca distanza dal punto in cui il torrente che la origina si immette nel corso del fiume Lambro.

CascataQuesto luogo nei secoli passati fu spesso descritto con ammirazione da poeti artisti e viaggiatori di passaggio incantati dalla selvaggia bellezza dei luoghi, e occupa un posto fisso anche in tutte le guide turistiche della Valassina.

Provenendo da Cranno il torrente compie un balzo di una trentina di metri da una parete rocciosa che sorge a picco vicino alla sponda orientale del Lambro.

Nonostante il fascino paesaggistico del luogo e la sua delicatezza dal punto di vista idrogeologico, i terreni posti attorno al punto di caduta della cascata  sono classificati come edificabili dal piano regolatore vigente!! Ciò ha consentito la presentazione di progetti edilizi che, se venissero realizzati, nasconderebbero la vista della cascata cancellando il tratto di torrente che conduce successivamente al Lambro.

Su questa situazione incresciosa già da oltre un anno il ‘Circolo ambiente Ilaria Alpi di Merone’ aveva diffidato il comune di Asso dal concedere la realizzazione del progetto informando dei fatti anche la Soprintendenza ai beni paesaggistici di Milano. Il Soprintendente, arch. Alberto Artioli, da parte sua, scrivendo al sindaco di Asso sottolineava l’estrema vulnerabilità di questi luoghi dal punto di vista paesaggistico e richiedeva all’Amm. Com. tutta la documentazione necessaria per esprimere un proprio parere, che ad oggi pare non sia ancora pervenuta agli uffici di Milano.

Il movimento di persone che si è formato di recente  per la difesa della cascata Vallategna fonda la propria azione su argomenti che sono assolutamente condivisibili:

1) L’edificio commerciale e residenziale a più piani  che viene proposto deturpa il paesaggio nascondendo la vista della cascata.

2) L’edificio si troverebbe proprio ai piedi di una parete rocciosa verticale soggetta a naturali distacchi franosi che metterebbero seriamente  a rischio l’incolumità dei residenti e degli utenti.

3) L’edificio sarebbe posto tra montagna e fiume in una zona che l’esperienza suggerisce essere rischiosa per qualunque permanenza stabile di persone dato il rischio di esondazioni  tipico dei punti di confluenza di due corsi d’acqua.

 

Considerando queste ragioni,

- riteniamo che il paesaggio sia un bene comune che non può essere cancellato dall’ interesse di pochi,

- pensiamo che la speculazione edilizia che sta già pesantemente colpendo la Valassina vada assolutamente arrestata

- valutiamo che l’insediamento di un grande centro commerciale danneggerebbe in modo definitivo  la piccola distribuzione locale

- proponiamo che si rinunci all’ edificazione, che si trasformi la destinazione urbanistica da edificabile a zona verde con vincolo idrogeologico

- proponiamo che vengano incoraggiate e sostenute nella valle  tutte quelle forme di turismo e di commercio che non comportino nuovo consumo di spazi,  che rispettano le bellezze ambientali  e le caratteristiche peculiari del territorio senza le quali , fra l’altro, non avrebbero ragione di esistere.

adesivo

feb 25
Comunicato Stampa inviato a Televalassina, Giornale di Erba e La Provincia

La segreteria provinciale del Partito della Rifondazione Comunista dichiara il proprio pieno sostegno alle iniziative di chi si sta opponendo allo scempio ambientale che minaccia la Cascata Vallategna di Asso.
Siamo contrari alla costruzione del supermercato in primo luogo per ragioni di sicurezza: il buon senso suggerisce infatti di non mettere edifici pubblici sotto una parete rocciosa e a strapiombo;
le tragiche esperienze che a decine si ripetono nel nostro paese impongono poi di non edificare a ridosso di fiumi e torrenti: l’acqua – si dice- ritrova sempre la sua strada – e quando lo fa i disastri sono tutto fuorché imprevisti e “naturali”.
Siamo contrari anche per ragioni di principio: nascondere la cascata, o anche solo affiancarle un edificio a più piani, significa oggi impedire alla collettività di godere di un bene senza prezzo: la bellezza del paesaggio, il fresco e l’acqua sono un bene comune che va difeso e messo a disposizione di tutti senza esitazione alcuna;
se si cancella la cascata Vallategna si cancella la memoria storica e si impoverisce l’identità culturale di chi non potrà più vivere in un luogo particolare e irripetibile.
La cascata Vallategna è una sola , di supermercati – tristemente monotoni- è piena la Lombardia.

Manuel Guzzon (Segreteria Provinciale P.R.C. COMO)
Pierluigi Tavecchio (commissione ambiente e territorio P.R.C. COMO)

feb 24

La Segretaria Provinciale e la Segreteria del Partito della Rifondazione Comunista desiderano ringraziare tutte/i i compagne/i che si sono spesi per raccogliere le firme riuscendo a far raggiungere alla Federazione della Sinistra l’obiettivo di presentare il proprio simbolo in Provincia di Como.
Ma non è ancora finita. Ora dobbiamo fare tutte/i insieme campagna elettorale, perché solo noi siamo la vera alternativa a Formigoni.

feb 22

Salve a tutti!!
Oggi il primo giorno di auto reintegrazione sul proprio posto di lavoro in forza di un provvedimento d’urgenza (reintegro ex articolo 700) del tribunale del lavoro di milano a me favorevole, cioè di reintegro già dal 12 01 010 data da cui è depositato il provvedimento,dopo essere stato licenziato il 17 ottobre 2009, ma sentenza disattesa da azienda poste in virtù di un potere che non hanno!
Secondo il sottoscritto e della forza sindacale che mi sostiene è un mio diritto lavorare già dal 12 01 2010
in quanto il provvedimento parla chiaro, ma suppongo che in azienda qualcuno si arroga di detenere potere di giudizio superiore a quello di un giudice del tribunale di Milano.
Comunque io oggi 22 02 2010 sono stato a disposizione dell’azienda dalle 07.00 alle 13.00 dando la mia massima disponibilità al servizio della azienda stessa.
Il primo giorno di ripresa della propria dignità di lavoratore, cittadino, essere umano e compagno cobas
che cmq non ha mai smesso di esistere,anzi oggi è piu’ forte che mai!
Domani un altro giorno di lotta civile per me e per le cause che ho sostenuto e che a parere dell’azienda sono stati motivo del mio licenziamento, come per esempio la frase – stiamo venendo a riprendere la nostra dignità -.
hasta la victoria sempre!!

maurizio stabile

feb 16

La Federazione della Sinistra presenta le proprie liste per le Elezioni Regionali del 28-29 marzo 2010.

Ci presentiamo fuori dalle due coalizioni principali perché, pur volendo battere Formigoni, vogliamo dare un’alternativa vera ai lombardi, fornire una reale prospettiva di cambiamento a quei cittadini che non ne possono più del modo di gestire la Regione di questa Destra.

Una regione in cui gran parte della spesa sanitaria è destinata ai privati, e che non garantisce più la piena copertura sanitaria ai ceti meno abbienti.
Una regione in cui le scuole pubbliche sono lasciate al degrado per donare milioni di euro agli istituti gestiti dalla Compagnia delle Opere (Comunione e Liberazione).
Una regione che in vista dell’expo sta avviando una grande speculazione edilizia, che si dimostra troppo debole nel contrasto alle organizzazioni criminali, ma che al tempo stesso è violenta nella repressione dei deboli, degli immigrati, dei ceti popolari sfrattati per far posto a riqualificazioni urbanistiche.

A tutto questo noi ci opponiamo con forza, differentemente dagli amici del Partito Democratico a cui vorremmo chiedere in cosa si differenziano dal programma formigoniano.

Noi proponiamo il programma di sempre, a tutela dei lavoratori, degli studenti, per un settore pubblico di qualità e trasparente, per una migliore integrazione sociale.

Il 28 e 29 marzo scegliete la vera alternativa, votate Federazione della Sinistra.

feb 11

Autobus dellASF

Autobus dell'ASF

 

 Da La Provincia del 3 febbraio 2010

Una commissione per analizzare la nuova grana che riguarda Spt SPA. A chiederla è stato, lunedì sera in Consiglio Comunale, Donato Supino (Rifondazione Comunista): “Chiedo – ha dichiarato in aula – la riunione congiunta delle commissioni uno e quattro per verificare la questione di Spt SPA, cioè la vendita del 49% dell’ex Spt Linea che è a rischio dal punto di vista della procedura perché la concorrente, Auto Guidovie Italiane (Agi), ha fatto ricorso. E’ assolutamente necessaria l’audizione del presidente di Spt spa che, tra l’altro, aveva preso l’impegno di presentare il piano di sviluppo dell’azienda.”

L’attuale numero uno di Spt spa è Fabrizio Quaglino, ma le operazioni di vendita del 49% della Linea erano state seguite dall’ex presidente Gianandrea Gandola, poi non riconfermato alla guida della società dopo l’inchiesta aperta dalla procura sulla vendita del ramo noleggi. In sostanza il caso dovrebbe approdare a Palazzo Cernezzi nelle prossime settimane.

Al centro della questione attualmente c’è la gara con la quale nel 2006 Spt Spa ha messo in vendita ad acquirenti privati il 49% delle quote di Spt Linea, vale a dire l’azienda di trasporto locale di cui era proprietaria al 99%.
Quella gara fu aggiudicata alla Omnibus partecipazioni, cioè una cordata formata dalle Ferrovie Nord Milano e dalla Sab di Bergamo (quest’ultima fa

Logo dellAsf

parte del gruppo Arriva). Fu allora che la società di trasporto pubblico locale cambiò nome da Spt Linea in Asf Autolinee. Adesso, però, c’è chi contesta le modalità con le quali si è svolta la gara. Dopo alterne vicende giudiziarie il Tar dovrà finalmente esprimersi sul ricorso presentato da Auto Guidovie Italiane (Agi), una società che partecipò alla gara senza vincerla.
“Abbiamo deciso di fare ricorso – aveva spiegato l’amministratore delegato di Agi, Renato Mazzoncini – perché siamo convinti che la nostra sia stata l’offerta migliore.” Se il Tar dovesse dare ragione all’Agi si aprirebbe una pesante incognita sul futuro di Asf Autolinee. Infatti, la gara dovrebbe essere annullata. A quel punto Omnibus partecipazioni potrebbe richiedere indietro i 7 milioni di euro che utilizzò per ricapitalizzare Spt. In teoria dovrebbero essere i soci pubblici che allora detenevano il 99% (Comune di Como, Province di Como e Lecco e Cpt) a restituire i 7 milioni. La sentenza del Tar dovrebbe arrivare nelle prossime settimane.

Supino (PRC): “Serve subito chiarezza sulla vendita del 49% di Spt Linea”

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