nov 30

No Berlusconi Day

Il Partito della Rifondazione Comunista parteciperà alla manifestazione contro il premier del 5 dicembre.
Invitiamo tutti i cittadini a partecipare con noi.
Per info 031.507950

nov 27

A Como il 25 novembre sono stati eletti i nuovi organismi dirigenti.
Si tratta di una scommessa in un momento non facile per la Sinistra, Rifondazione Comunista di Como punta sui giovani: sono due infatti i GC in segreteria, Stefano Rognoni ed Edoardo Spolidoro.
La Segretaria, Lina Annoni, attualmente consigliere comunale a Lipomo, sarà affiancata anche dagli altri due importanti membri della segreteria Eugenio Morandi e Manuel Guzzon.
Vogliamo in questo modo uscire dalla crisi in basso a Sinistra, come recita lo slogan del VII congresso nazionale del PRC.
La segreteria si impegnerà a fondo per rendere ancor di più Rifondazione Comunista la voce dei più deboli, dei lavoratori, dei precari, degli studenti meno abbienti.
Como ha bisogno di Sinistra, di vera Sinistra. E Rifondazione Comunista mira ad offrire risposte chiare alla domanda di cambiamento che viene dal territorio.

nov 27

Ci siamo. L’inizio dell’anno scolastico è imminente e la cosiddetta Riforma Gelmini entrerà in aula a pieno regime. Dopo mesi di intensa polemica, proteste e scioperi da ogni parte del mondo della scuola le novità introdotte dovrebbero entrare a pieno regime. Io spero che non siano soltanto i tagli a farsi notare. Al momento vi sono due correnti di pensiero, una che vede in Maria Stella Gelmini, Ministra della Pubblica Istruzione, la severità e doverosa educazione di una volta e l’altra (da me condivisa) che invece è preoccupata dalla riduzione di risorse per la scuola pubblica. Ho l’impressione che si corra il rischio di non poter pagare le spese minute, quali le fotocopie e i gessetti, il pagamento dei supplenti temporanei o i corsi di recupero. Tutto ciò a danno dell’autonomia scolastica. Il ruolo che svolge l’ente locale purtroppo è marginale se non attraverso l’erogazione di fondi per il diritto allo studio. Prossimamente il Consiglio Comunale di Arosio dovrà approvare il Piano per l’anno 2009-2010 ed avrei piacere se giungessero all’attenzione del Gruppo Consiliare che rappresento eventuali segnalazioni o proposte. Gli anni trascorsi con voi li porto nel cuore e li porterò sempre nella mia azione quotidiana di pungolo all’attuale amministrazione Comunale. Nel Consiglio Comunale del 22 luglio u.s ho fatto notare che nelle linee programmatiche di governo estrapolate dal programma elettorale con il quale è stato eletto il Sindaco era stato omesso l’intervento promesso di sistemazione dell’attraversamento pedonale in prossimità della Scuola. Su questo e non solo vigilerò nell’interesse della popolazione scolastica, del personale docente e non e della comunità arosiana.

Cordialmente

Salvatore Dionisio

nov 27

Gruppo Consiliare “per Arosio”

COMUNICATO STAMPA

Prostituzione e pattuglie serali ad Arosio
IL SINDACO ORA DICHIARA CHE NON HA SOLDI
PER VIGILARE LA SERA

Terminata la campagna elettorale è ora di fare i conti con la realtà. Il Sindaco Antonio Pozzi, non oltre un mese fa in materia di Sicurezza prometteva che sul tema della PROSTITUZIONE vi sarebbe stato un inasprimento delle ordinanze, già emesse, al fine di disincentivare il fenomeno sul territorio (vedi letteralmente il programma di AROSIO VIVA) e che gli agenti della POLIZIA LOCALE sarebbero stati impegnati per le funzioni di loro competenza, in modo da garantire un maggior presidio del territorio. Oggi, invece, dichiara alla stampa che ha le mani legate, che il disegno di legge sulla prostituzione a firma dell’On. Carfagna (ministra del suo partito) si è perso da qualche parte e soprattutto afferma che non ha soldi per finanziare le pattuglie serali.
Pozzi, scriveva appena un mese fa, che si sarebbe attivata una sempre più stretta collaborazione ed un coordinamento con le Forze dell’Ordine per il controllo di spaccio e consumo di droghe. Oggi, invece, accortosi che senza risorse i suoi possono essere solo degli spot annunciati arriva a dichiarare alla stampa che si potrebbe ripensare all’apertura delle case chiuse per arginare il problema della prostituzione. Saremmo curiosi di conoscere l’opinione del nostro parroco sul tema. Anche in occasione del primo consiglio comunale il 25 giugno scorso, il Sindaco aveva con veemenza sostenuto che l’attività di polizia sarebbe stata intensificata con pattuglie serali svolte nel periodo estivo. Sempre dalla stampa locale invece apprendiamo che queste pattuglie non ci saranno.
Appare superfluo ricordare al Sindaco che l’articolazione oraria dei dipendenti può essere, nel caso di specie, distribuita su 6 ore diverse e che quindi, anche senza ricorrere a progetti finalizzati ed esborsi spropositati, si può attivare, con una modifica dell’orario di servizio, la presenza fino alle 22 almeno, della Polizia Locale nel periodo estivo, garantendo la maggiorazione festiva (nel caso di servizio domenicale), con un aggravio quindi di pochi euro per le casse comunali.
Altro suggerimento potrebbe essere quello che durante la giornata, in particolare nel pomeriggio (quando non vi è apertura al pubblico dell’Ufficio) venga istituito una postazione di controllo di almeno un’ora da parte della Polizia Locale nei punti ove normalmente si intrattengono anche le prostitute (si veda quanto fatto dal Sindaco di Novedrate). A nostro avviso in questo periodo potrebbe essere maggiormente proficuo controllare il traffico ed il transito sulla strada provinciale anziché la sosta oraria all’interno del paese.
Arosio chiede prevenzione e sicurezza, non repressione della disattenzione del malcapitato di turno. Neanche il recente DDL Sicurezza, varato dal Governo di destra, che disciplina tra l’altro il reato di clandestinità contiene misure efficaci per contrastare il fenomeno della prostituzione. Appare utile precisare che i clandestini una volta individuati e condotti in Questura non rischiano la galera come si vorrebbe far pensare ma solo una multa. Sarebbe stato meglio a nostro avviso elargire maggiori risorse ai Comuni in tal senso e agli Organi di Polizia anziché strombazzare provvedimenti che poi cozzano con la realtà che è quella di Comuni sotto organico che riescono al massimo a gestire l’ordinario.

nov 20

Il coordinatore del PRC di Como Donato Supino ha chiarito in un’intervista l’assoluta distanza che intercorre tra Rifondazione Comunista e le formazioni terroriste.
I comunisti adottano la linea della non-violenza e anche di fronte ad un governo autoritario e cripto-fascista mirano a sconfiggerlo con le armi della democrazia.

nov 15

                                                                                                                   Como 9 novembre 2009

Al presidente del Consiglio Comunale di Como Sig. Mario Pastore

Al Sindaco di Como dott. Stefano Bruni

Mozione urgente presentata dal Consigliere Donato Supino

OGGETTO:  proposta di legge regionale “Norme per il sostegno alle persone malate croniche non autosufficienti e alle persone con gravi disabilità “

 

Visto il decreto legislativo 130 – 3.5.2000, il dpcm 29.11.2001 recepito dall’art. 54 della legge 289 – 2002

 

Considerato che le modifiche al titolo V della Costituzione rivedono il ruolo dello Stato in materia di assistenza e di provvedimenti connessi, attribuendo alle Regioni la competenza a regolamentare tale materia ad esclusione dei livelli essenziali

 

Considerato che il problema delle persone non autosufficienti, in particolare degli anziani, è DRAMMATICO.

Il 70% degli anziani oltre i 78 anni diventa non autosufficiente e  la retta della casa di riposo è insostenibile (da 1.400 a 2.000 Euro mensili) come il costo di una badante regolare (non meno di 1.300 Euro mensili)

 

Considerato che questi costi si scaricano sui famigliari i quali, scontata la pensione dell’anziano, devono spendere da 500 a 1.000 euro mensili e più e che con pensioni e salari insufficienti, coi prezzi aumentati e ora con la crisi, le famiglie non ce la fanno più a coprire quei costi

 

Considerato che ogni persona non autosufficiente ha diritto all’assistenza sociale in casa di riposo o a domicilio, che il comune deve garantire questo diritto senza però disporre delle risorse necessarie ad assolvere tale compito

 

 

Tutto quanto sopra premesso

 

 Impegna il Sindaco ad inviare la presente proposta di legge e la relazione di accompagnamento al Presidente del Consiglio Regione Lombardia via f. Filzi MILANO

 

 

 

LA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE

 

 

“Norme per il sostegno alle persone malate croniche

non autosufficienti e alle persone con gravi disabilità”

 

 

Con le norme della presente legge si vuole affrontare un grave problema sociale per migliaia di famiglie che hanno al proprio interno una persona malata non autosufficiente o disabile ricoverata in RSA o RSD.

I problemi e i disagi sono già rilevanti se la persona è assistita a domicilio anche per la carenza di assistenza domiciliare integrata che oggi viene erogata prevalentemente tramite i voucher spesso insufficienti a coprire l’onere dell’assistenza attraverso il ricorso a prestazioni di terzi (cooperative, badanti, ecc, ecc).

La situazione diventa ancor più drammatica se la persona deve essere ricoverata in una struttura residenziale perché l’onere economico che ricade sulla famiglia per pagare la retta è rilevantissimo (si arriva fino a E. 2000 al mese) e conduce migliaia di famiglie nella nostra regione (e milioni a livello nazionale) sotto il livello di povertà.

Il grave è che ciò avviene in spregio alle norme di legge (Decr. L.vo 130/2000 e artc. 54 legge 289/2002) che prevedono esplicitamente che questi oneri debbano essere sostenuti solo dal reddito del ricoverato e dal comune di residenza e non dai familiari (numerose sentenze del TAR e di Tribunali confermano questa norma).

Nella stragrande maggioranza dei casi i comuni non intervengono adducendo la motivazione della mancanza di risorse. Con la costituzione del “Fondo Nazionale per la non autosufficienza (v. decreto interministeriale del 12/10/2007) da cui derivano finanziamenti significativi anche per la Lombardia (14.5 milioni di euro per 112008, 44 milioni per 112009 e 58 milioni per 112010 ) si sono create le condizioni per risolvere il problema.

A questo obiettivo mirano le norme previste nella presente proposta di legge.

·Negli artc. 1  si indica l’obiettivo di favorire l’inserimento delle persone in RSA, RSD e CSS nel rispetto delle norme vigenti.

·Nell’art. 2 si  prevede la costituzione delle UVM nei distretti sociosanitari

·Nell’art. 3 si prevede che le persone anziane non autosufficienti e le persone con disabilità grave, ricoverate in ospedale, non assistibili a domicilio, siano dimesse con procedura protetta e indirizzate ad un presidio sociosanitario a ciclo residenziale continuativo. Inoltre si prevede che i comuni tramite loro regolamenti definiscano le modalità di erogazione ai beneficiari del contributo (al netto dell’ISEE del ricoverato) per il pagamento della retta. Il finanziamento del fondo avviene tramite risorse nazionali e regionali e prevede che una quota limitata (10%) del costo degli interventi rimanga in carico dei comuni.

·L’art. 4  prevede l’erogazione di quote del Fondo Regionale ai comuni tramite i piani di zona.

 

 

Ricordiamo che in questa normativa non rientrano le persone affette da SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) o in condizione di stato vegetativo, che sono a totale carico del Fondo Sanitario come previsto dall’art. 3 del DPCM 14 febbraio 2001

 

 

 

 

 

 

 

ARTICOLATO

“Norme per il sostegno alle persone malate croniche

 non autosufficienti e alle persone con gravi disabilità”

 

 

         Articolo 1

  (Finalità e obiettivi)

 

·La Regione Lombardia assicura l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 novembre 2001 (Definizione dei livelli essenziali di assistenza), modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 marzo 2007, applicando i criteri di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109 (Definizioni di criteri unificati di valutazione della situazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate, a norma dell’articolo 59, comma 51, della l. 27 dicembre 1997, n. 449),  promuove e adotta misure per rispondere ai bisogni assistenziali, sociali e sanitari delle persone malate croniche non autosufficienti e delle persone con disabilità grave, con particolare riguardo a quelle ricoverate nelle residenze sanitario assistenziali (RSA), nelle residenze sanitario assistenziali per persone con disabilità (RSD), nelle comunità alloggio socio sanitarie per persone con disabilità (CSS), nonché per rispondere ai bisogni assistenziali delle persone che usufruiscono dei centri diurni integrati per anziani non autosufficienti (CDI), e dei centri diurni per disabili gravi (CDD), in quanto non assistibili a domicilio.

 

 

    Articolo 2

                                               (Unità di valutazione multidisciplinare)

 

1Presso i distretti sociosanitari delle aziende sanitarie locali (ASL) sono istituite le unità di valutazione multidisciplinare (UVM). 

2Le UVM svolgono attività di assistenza delle persone malate croniche non autosufficienti e delle persone con gravi disabilità attraverso le seguenti attività:

avalutazione globale dello stato di salute della persona;

bindividuazione del grado di non autosufficienza, attraverso parametri di valutazione quali la salute fisica, la salute mentale, le condizioni socio-economiche e la situazione socio-ambientale;

cindividuazione, attraverso la valutazione complessiva dei bisogni sanitari e assistenziali, degli interventi idonei;

delaborazione di un progetto di assistenza individuale (PAI), personalizzato e continuativo, soggetto a revisione periodica, in relazione alla evoluzione dei bisogni e dello stato psico-fisico della persona;

eorientamento della persona alla forma di sostegno terapeutico – assistenziale più idonea alla sua condizione.

3.Le UVM svolgono le attività di cui al comma 2, lettere c) d) ed e), anche nei confronti delle  persone che hanno ottenuto il riconoscimento dell’invalidità civile dalle commissioni mediche di cui alla legge 15 ottobre 1990, n. 295 (Modifiche ed integrazioni all’articolo 3 del d.l. 30 maggio 1988, n. 173, convertito, con modificazioni, dalla l. 26 luglio 1988, n. 291, e successive modificazioni, in materia di revisione delle categorie delle minorazioni e malattie invalidanti), e delle persone riconosciute con grave disabilità in base all’artc. 3 comma 3 legge 104 del 5/2/92.

4.Con successivo provvedimento adottato dalla direzione generale competente sono indicate le figure professionali che compongono l’ UVM.

5.Ogni progetto di cui alla lettera d) viene seguito da un responsabile individuato tra le figure professionali che compongono l’UVM.

6.L’accesso all’UVM può avvenire sia direttamente, sia tramite il medico di medicina generale o lo specialista ospedaliero.

7.Presso la sede del distretto è attivato uno sportello informativo.

 

 

          Articolo 3

                                   (Procedura protetta di dimissione ospedaliera)

 

1. Le persone non autosufficienti e le persone con disabilità grave, ricoverate in ospedale, qualora emerga dal progetto di cui all’articolo 2, comma 2, lettera d), che le cure domiciliari risultano anche temporaneamente impraticabili o inadeguate, sono trasferite, su richiesta della persona ricoverata o di chi ne tutela gli interessi, dal presidio ospedaliero presso una RSA, una RSD, una CSS,  una struttura di riabilitazione extraospedaliera o un hospice, previa intesa tra l’azienda ospedaliera cui il presidio afferisce e l’ASL di riferimento territoriale della struttura sociosanitaria.

 

 

 

Articolo 4

(Istituzione e destinazione del Fondo per le non autosufficienze)

 

 

1. Per le finalità di cui alla presente legge è istituito il fondo regionale per le non autosufficienze.

2. La Regione eroga agli ambiti territoriali di cui all’articolo 8, comma 3, lettera a), della legge 8 novembre 2000, n. 328 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali) le risorse del fondo regionale di cui al comma 1.

3. Gli ambiti territoriali di cui al comma 2 erogano ai comuni una quota pari al 90 per cento della spesa sostenuta.

4. I comuni definiscono le modalità di erogazione del fondo di cui al comma 1.

La quota di pertinenza comunale è volta a sostenere il pagamento della retta delle persone ricoverate, o che usufruiscono dei servizi socio sanitari diurni, di cui all’art.1.

La quota a carico delle persone ricoverate, o che usufruiscono dei servizi socio sanitari diurni, è calcolata  in base alla situazione economica accertata con la dichiarazione ISEE di cui al d. lgs. 109/1998,come modificato dal Decr. Leg.vo 130 del 3/5/2000  tenendo conto degli eventuali carichi familiari.

5. Il fondo regionale per le non autosufficienze è alimentato da risorse provenienti dal Fondo per le non autosufficienze istituito presso il Ministero della solidarietà sociale, di cui all’articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2007), da risorse del bilancio regionale, nonché dalle risorse provenienti da eventuali donazioni.

nov 15

                                                                                                       Como 9 Novembre 2009

Al Presidente del Consiglio Comunale Di como Sig. Mario Pastore

Al Sindaco Di Como Dott. Stefano Bruni

 

Mozione urgente presentata dal consigliere donato supino 

 

 

 OGGETTO: istituzione del Fondo sociale comunale per le non autosufficienze

 

 

 

Visto il decreto legislativo 130 – 3.5.2000, il dpcm 29.11.2001 recepito dall’art. 54 della legge 289 – 2002

 

Visto in particolare il comma 2 ter dell’art. 3 del D.Ig. 109/1998, modificato dal decreto legislativo 3 maggio 2000, n. 130 il quale recita: “limitatamente alle prestazioni sociali agevolate … rivolte a soggetti ultrasessantacinquenni la cui non autosufficienza psichica o fisica sia stata accertata dalle aziende unità sanitarie locali” le disposizioni contenute nel medesimo decreto si applicano “nei limiti stabiliti con decreto del Presidente della Repubblica … al fine di favorire la permanenza dell’assistito presso il nucleo familiare di appartenenza e di evidenziare la situazione economica del solo assistito, anche in relazione alle modalità di contribuzione al costo della prestazione”

 

Considerato che l’emanazione del decreto del Presidente è ormai irrealizzabile a seguito delle modifiche al titolo V della Costituzione che rivedono il ruolo dello Stato in materia di assistenza e di provvedimenti connessi, attribuendo alle Regioni la competenza a regolamentare tale materia ad esclusione dei livelli essenziali;

 

Visto il decreto del ministero della solidarietà sociale DM 12/10/2007 n. 31560

 

Vista le legge regionale 12 marzo 2008 – n. 3 -

 

Vista la deliberazione della Giunta regionale D.g.r. 28 maggio 2008 – n. 8/7327 - con la quale è stata accantonata sul capitolo “Fondo per le non autosufficienze”, come indicato dallo stato di previsione delle spese (2.1.183 Trasferimenti dello Stato con vincolo di destinazione specifico. 7221 Assegnazioni statali per il fondo per le non autosufficienze) la somma di € 14.563.791,95 per il 2008

 

Vista la deliberazione della Giunta regionale il Dg.r. 22 ottobre 2008 – n. 8243 – per l’assegnazione della prima tranche del “Fondo per le non autosufficienze” agli ambiti distrettuali;

 

Considerato che

Il problema degli anziani non autosufficienti è DRAMMATICO.

Anche nel comasco il 70% degli anziani oltre i 78 anni diventa non autosufficiente e  la retta della casa di riposo è insostenibile (da 1.400 a 2.000 Euro mensili) come il costo di una badante regolare (non meno di 1.300 Euro mensili)

 

Considerato che questi costi si scaricano sui famigliari i quali, scontata la pensione dell’anziano, devono spendere da 500 a 1.000 euro mensili e più e che con pensioni e salari insufficienti, coi prezzi aumentati e ora con la crisi, le famiglie non ce la fanno più a coprire quei costi

 

Considerato che ogni anziano non autosufficiente ha diritto all’assistenza sociale in casa di riposo o a domicilio e il comune deve garantire questo diritto

 

Tutto quanto sopra premesso impegna il Sindaco:

 

 

 

1.    Di demandare alla Giunta Comunale la modifica del regolamento per l’erogazione delle prestazioni sociali agevolate, nel senso di:

    

a)       escludere i parenti dal concorso al costo dei servizi a favore delle persone malate croniche non autosufficienti e delle persone con disabilità grave;

b)      in costanza di ricovero e successivamente al ricovero stesso, escludere ogni forma di rivalsa sui beni patrimoniali delle persone assistite e dei loro parenti, da parte del Comune e degli enti erogatori del servizio.

 

2.    Di demandare alla Giunta l’istituzione, nell’ambito del PEG, di un capitolo di bilancio denominato “Fondo per le non autosufficienze” volto a realizzare le necessarie contribuzioni a favore delle persone malate croniche non autosufficienti e delle persone con gravi disabilità per integrare la retta giornaliera, se curate in struttura sociosanitaria residenziale e per integrare il costo dell’assistente familiare se curate a domicilio.

 

3.          Di prevedere nel bilancio comunale appositi finanziamenti da destinare alFondo per le non autosufficienze” da coprire con:

3.1     le risorse già destinate ad integrare la retta giornaliera a carico delle persone malate croniche non autosufficienti e delle persone con gravi disabilità curate in struttura sociosanitaria residenziale, corrispondenti alla relativa spesa media degli ultimi tre anni incrementata del 10%;

3.2     la quota del “Fondo nazionale per le non autosufficienze” assegnata al comune dall’ambito distrettuale/piano di zona;

3.3     altre risorse di origine pubblica o privata.

 

4.    Di assegnare le risorse di cui al punto 3. alle:

4.1     persone malate croniche non autosufficienti e persone con gravi disabilità curate in struttura sociosanitaria residenziale in base a quanto disposto dai criteri ISEE attualmente in vigore nel comune o da quelli indicati dal Distretto (Piano di Zona)

4.2     persone malate croniche non autosufficienti e persone con gravi disabilità curati in base a quanto disposto nell’ALLEGATO A) “Assegnazione del contributo economico (buono) di integrazione al costo dell’assistente familiare”

Il suddetto allegato costituisce parte integrante della presente deliberazione.

 

ALLEGATO A)

 

ASSEGNAZIONE DEL contributo economico di integrazione al costo dell’assistente familiare

 

1.                   AMBITO DI APPLICAZIONE

Il comune eroga contributi economici per l’integrazione al costo dell’assistente familiare alle persone malate croniche non autosufficienti e alle persone con gravi disabilità assistite a domicilio.

 

2.                   REQUISITI

Il contributo è accessibile esistendo i seguenti requisiti:

1)              Condizione della non autosufficienza certificata dalla struttura sanitaria competente.

2)     Residenza in uno dei Comuni appartenenti al distretto;

3)     Regolare contratto di lavoro con una assistente familiare

 

3.                   EROGAZIONE

Il contributo è erogato:

1)              Sulla base della capacità economica dell’assistito secondo la certificazione ISEE

·               ISEE individuale non superiore ad Euro 20.000,00

2)              Secondo la seguente modalità (o quella prevista dal Piano di Zona):

·      richiesta da parte della famiglia al Comune di residenza durante tutto l’anno

·      progetto individualizzato concordato con l’assistente sociale territoriale comprendente la proposta economica e la durata del contributo

·      assunzione di impegno formale di utilizzo del buono per la finalità prevista nel progetto individualizzato

·      erogazione con la modalità concordata (bonifico/assegno circolare)

se esiste un progetto o una disponibilità distrettuale di fonte regionale:

·      proposta del progetto all’Equipe territoriale mensile coordinata dall’Ufficio di Piano

·      predisposizione da parte dell’Ufficio di piano dei mandati di pagamento tramite l’Ente Capofila ai Comuni di residenza che provvedono all’erogazione con la modalità concordata (bonifico/assegno circolare)

 

4.                   ENTITà

L’entità è legata al bisogno assistenziale (ore necessarie per l’assistenza) come di seguito stabilito:

1)                                                € 400 al mese per necessità assistenziali di 40 ore settimanali;

2)                                                € 250 al mese per necessità assistenziali da 25 a 39 ore settimanali

 

Il contributo è proporzionalmente ridotto in base alla capacità economica del non autosufficiente secondo il seguente schema

Capacità Economica

IMPORTO CONTRIBUTO

ISEE Da 0 a 15.000

Per intero

ISEE da 15.000 a 25.000,00 €

Inversamente proporzionale all’aumentare del reddito

  Superiori a 25.000,00 €

Nessun contributo

 

nov 14

Ottima la riuscita del presidio a cui Rifondazione Comunista ha partecipato insieme al sindacato dei postini.
Ringraziamo i compagni e le compagne che si sono mossi dalle varie città lombarde, in particolare Milano, per esprimere la solidarietà del partito e dei giovani al compagno Maurizio Stabile.
Ringraziamo soprattutto i cittadini che si sono avvicinati e che ci hanno fatto presente il loro sostegno.

Riportiamo di seguito una lettera apparsa su Liberazione di ieri firmata dal circolo delle Poste di Milano.

Nessuno tocchi il postino

Le “buone” notizie che appaiono di frequente sulla stampa nazionale riguardo lo stato di benessere della più grande azienda di servizi italiana, Poste Italiane Spa, nascondono all’opinione pubblica lo stato di sofferenza dei lavoratori, che ivi prestano la propria opera, stretti nella contraddizione tra gli interessi di mercato, a cui si sta avviando l’impresa, e i propri bisogni di vita.
L’azienda governata dall’ing. Sarmi, analizzando i bilanci (sempre in attivo) degli ultimi anni, non è un’azienda in crisi, eppure, di fronte a utili astronomici, in previsione della liberalizzazione del settore, che avverrà il primo gennaio 2011, vengono dichiarati 10.665 esuberi.
Il suo risanamento e rilancio è stato possibile grazie al sacrificio dei lavoratori (oggi Poste ne conta poco meno di 154mila, dieci anni fa erano più di 250mila) che prestano la propria opera in cambio di un salario tra i più bassi a livello nazionale ed europeo, i quali lavorano con ritmi e carichi sempre più veloci e pesanti, mettendo a rischio la propria incolumità (13 postini e un autista morti nel 2008). Davanti a questo dato politico, che ha una valenza abnorme, il silenzio di quasi tutti i sindacati di categoria è assordante. Ma, se sei sigle sindacali su sette tacciono, lo stesso non vale per i lavoratori. E’ il caso di Maurizio Stabile, licenziato da Poste perché ha avuto il coraggio di denunciare quanto accaduto. Maurizio ha prestato il suo servizio (a lui piace dire che è al servizio della collettività) diligentemente e con abnegazione per 25 anni, è il classico postino, che tutti conoscono, e fino al 19 ottobre ha distribuito la corrispondenza con ogni tipo di condizione climatica, sia quando il sole picchiava forte e non c’era un filo d’ombra, sia quando il freddo, la pioggia e la neve, penetravano oltre la divisa fin nelle ossa. Lui crede che il diritto alla corrispondenza è uno dei diritti fondamentali e quindi il suo lavoro e le sue battaglie sono incentrate sulla difesa del servizio pubblico universale, ma se quello alla corrispondenza è un diritto fondamentale, maggiormente lo è quello alla vita, quindi la sua battaglia più grande diventa la sicurezza sul posto di lavoro. Non tollera che si possa morire mentre si lavora e 14 suoi colleghi morti per lui sono morti che gridano giustizia. Le morti in Poste sono archiviate come incidenti stradali e quei lavoratori morti non hanno la stessa dignità degli altri. Sono morti di serie B, non fanno rumore, sono come le foglie che cadono in autunno.
Maurizio a tutto ciò non ci sta e per rompere il muro di silenzio che gravita intorno a questi infortuni, insieme al circolo delle Poste di Rifondazione di Milano e al Cobas Pt Cub organizza a Como il 10 marzo scorso (anniversario della morte di Roberto Scavo, giovane postino precario) un’assemblea pubblica, che ha per tema la sicurezza sui posti di lavoro. La partecipazione dei lavoratori e dei delegati sindacali è notevole e oltremodo significativa è la presenza dei genitori di Roberto, che narrano il loro dramma e l’isolamento vissuto fino a quel momento. La mamma di Roberto più volte ripete che i morti sul lavoro sono tutti uguali e che la battaglia, che loro portano avanti, è per garantire ai portalettere maggiore sicurezza, affinché ciò che è successo al loro ragazzo non accada a nessun altro. Il 29 maggio, data della riapertura del processo, le stesse organizzazioni e gli stessi lavoratori presidiano il tribunale. In una Como dormiente, il postino di Como Maurizio Stabile dà la sveglia e… a Poste non conviene far svegliare i lavoratori, quindi bisogna far tacere quel grillo parlante prima che le coscienze si risveglino.
Maurizio Stabile è stato licenziato, ma non sono riusciti a mettergli il bavaglio, ora più che mai lui parla e alla sua voce si unisce anche la nostra.
Sabato 14 novembre a Como dalle 8,30 alle 15 davanti alla sede di Poste Italiane c’è un primo appuntamento per sostenere la battaglia per la riassunzione di questo postino “scomodo” ma tanto coraggioso.
Circolo Poste “Gennaro Messina”, Milano

nov 12

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Sabato 14 novembre dalle 8.30 alle 15.00 si svolgerà un presidio in Piazza Cacciatori delle Alpi.

A indirlo Rifondazione Comunista in collaborazione con il sindacato di base dei postini, in solidarietà a Maurizio Stabile, licenziato per motivi politici.

Rifondazione Comunista e i Giovani Comunisti rivolgono un appello alla partecipazione a tutti i cittadini di Como, perché la sicurezza sul lavoro e le “morti bianche” sono un problema grave di questo Paese, e troppo spesso i morti sul lavoro vengono considerati semplici incidenti.

Proponiamo che le risorse stanziate per far presidiare le strade italiane dall’esercito e per la sicurezza repressiva che ha portato tra le altre cose alla morte di Stefano Cucchi in carcere, sia utilizzata per la sicurezza sul lavoro, quella sicurezza che davvero interessa tutti i cittadini che devono avere il diritto di sapere che la loro vita non è messa a repentaglio per calcolo di profitto del padronato.

nov 11

Donato Supino mostra il manifesto contro le paratie

Donato Supino mostra il manifesto contro le paratie


Il consigliere comunale Donato Supino, capogruppo del PRC a Palazzo Cernezzi mostra in Consiglio Comunale il manifesto di cui abbiamo tappezzato la città.
Perché la Lega è stata complice della costruzione del muro sul lago.
Non ci faranno fessi!

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