lug 28

La manovra del Governo Berlusconi taglia il 30% al trasporto pubblico locale e mette quindi a rischio il già precario sistema di trasporti aveva anche garantito che  non avrebbe messo le mani in tasca agli italiani, ma taglia i servizi pubblici in maniera indiscriminata.
Ci aveva parlato di federalismo ma affossa regioni, province e comuni e ne
taglia la capacità di far fronte alle necessità dei cittadini.

Alleghiamo il comunicato dei pendolari Regione Lombardia.

COORDINAMENTO DEI COMITATI PENDOLARI REGIONE LOMBARDIA

 

PER SALVARE I TRASPORTI PUBBLICI
SERVONO PIU’ DELEGHE E PARTECIPAZIONE

Ormai è quasi fatta. Le Regioni, nonostante le eclatanti proteste di alcuni Presidenti regionali, con le plateali quanto sterili minacce di rimettere le deleghe, pare che finiranno per accettare i tagli imposti dal governo, accontentandosi forse di qualche sconticino e di qualche promessa.

Tuttavia, se la posizione di Tremonti, certamente contraddittoria rispetto a solo pochi mesi fa in cui aveva irresponsabilmente dispensato incentivi a pioggia ai consumi, in certi casi al limite del voluttuario, rimane ragionieristicamente rivolta a difendere le cifre della manovra, quella dei Governatori sembra non capire che è venuta l’ora di cambiare registro, modo e metodo di gestire i soldi che sono anche nostri.

Per quanto riguarda noi pendolari, la manovra nasce con criteri logici chiaramente di stampo ragionieristico e di corto respiro che, anche se attuata in misura ridotta rispetto ai dati inizialmente previsti, è destinata a mettere in ginocchio l’intero sistema del trasporto pubblico locale, generando inevitabilmente più costi sociali, maggiore inquinamento e congestione stradale con un grave impatto sulla salute dei cittadini.

Se il Governo non è in grado di agire con razionalità e concepire invece una intelligente riforma strutturale dei trasporti locali, a questo punto devono intervenire i Presidenti delle Regioni, a cominciare dai loro leader Formigoni ed Errani.

A nostro avviso, l’unico modo intelligente e razionale per salvare il TPL, è quello di incentivare le efficienze, i risparmi di sistema, il mercato, e tale obiettivo non può che passare da un rafforzamento delle deleghe regionali nei trasporti e da una maggiore partecipazione degli utenti, ed in particolare di noi pendolari che ne siamo vitali fruitori.

Occorre che, da parte delle Regioni, sia fatta una scelta precisa ed inequivocabile a favore del trasporto pubblico, con una assunzione piena di responsabilità per gestire meglio e con maggiore efficienza tutte le risorse dei trasporti. In particolare, le Regioni devono poter giocare “a tutto campo” nel difficile ma necessario riequilibrio tra la maggiore efficienza sociale, economica ed energetica dei trasporti pubblici rispetto alle inefficienze del trasporto privato.

A tal fine, le Regioni dovrebbero dunque chiedere ed ottenere dal Governo di:

  1. sul lato economico, potere, ad esempio, modificare le accise sui carburanti, le tasse di circolazione, le tariffe autostradali, introdurre tasse di scopo per l’uso dei veicoli privati;
  2. sul lato normativo, rivedere le modalità di governance del sistema dei trasporti, a partire dall’apertura vera al mercato dei servizi di TPL e con l’abrogazione del Contratto di Servizio imposto dal Governo col monopolista di Stato, nonché revisionare le norme che regolano la circolazione sia su ferro che su strada dei mezzi pubblici per alleggerire i costi della gestione operativa ed aumentare la velocità commerciale.

Le Regioni devono fare la loro parte e, ad esempio, la Regione Lombardia deve certamente rivedere i costosi progetti infrastrutturali, quasi tutti legati all’EXPO di cui molti di dubbia utilità, avviando la redazione di un serio Piano della Mobilità regionale, fondato sull’integrazione tariffaria e modale, sulla partecipazione e sulla trasparenza nello stabilire le priorità degli investimenti.

Ovviamente anche noi pendolari siamo pronti a fare la nostra parte, senza preclusioni concettuali, a patto però che gli attori pubblici e privati dimostrino nella realtà dei fatti di voler intraprendere un nuovo processo virtuoso e da noi condiviso di trasformazione.

Chiediamo dunque che, su questi temi, attraverso il Tavolo TPL e le audizioni in Commissione Trasporti, la Regione esponga chiaramente le strategie che intende attuare, e ci sia concessa la possibilità di esporre le nostre proposte per affrontare in modo condiviso questa gravissima situazione.

Altrimenti, appare naturale conseguenza nei prossimi mesi una forte protesta di milioni di pendolari utenti del trasporto pubblico esasperati, ma anche determinati, perché spinti da una necessità di sopravvivenza.

Milano, luglio 2010

Aderiscono al Coordinamento dei Comitati Pendolari Regione Lombardia:

Comitato pendolari Milano-Lecco
Comitato pendolari Mandello
Comitato pendolari Calolziocorte-Valle S. Martino
Comitato MMML (Milano-Monza-Molteno-Lecco)
Comitato Pendolari Bergamaschi CPB
Comitato pendolari Rovato-Chiari-Rovato
Comitato pendolari LeNord www.ilpendolare.com
Comitato pendolari LeNord Milano-Asso
Comitato pendolari Merate
Comitato InOrario Milano-Mantova
Comitato Milano-Mortara
Comitato pendolari Tortona
Comitato Milano-Varese
Comitato Milano-Seregno Giorgio Villa

 

Legambiente Lombardia

lug 7

Il trasporto pubblico locale sarà la prima vittima dei robusti tagli alle regioni decisi dal governo. Per i pendolari, si profila una riduzione dei
servizi e un aumento delle tariffe, mentre restano intoccabili le grandi spese
per grandi opere. Così succederà anche a Como una delle prime vittime sarà
probabilmente il bus navetta per il S. Anna. Per sostenere i costi dei posteggi
l’azienda ospedaliera aumenterà il prezzo dell’abbonamento del posteggio ai
dipendenti.
Non si potenzia il trasporto pubblico e si tassa ulteriormente il trasporto
privato. Si continua a parlare di interventi per porre rimedio alla situazione
ormai insostenibile del traffico e della qualità dell’aria ma poi non si fa
nulla di concreto.
Si è smantellata la rete dei distretti sanitari territoriali che  offrivano servizi agli utenti vicino a casa  con meno disagio specie per anziani e disabili ma sopratutto non intasava la città. Il gruppo consiliare di Rifondazione  Comunista della regione Lombardia aveva proposto l’istituzione
delle case della salute territoriali gestite dai medici di medicina generale e
dagli infermieri di famiglia con vari scopi ma principalmente quella di offrire
a domicilio la maggior parte delle prestazioni. Naturalmente è più conveniente finanziare le strutture private e intanto…………………………..

 I SACRIFICI VENGONO RIVOLTI A CHI GIÀ LI FA……    Una sola  consolazione: quest’aria di……… la respirano anche loro

Lina Annoni
Segretaria Provinciale PRC

giu 21

La manovra del Governo Berlusconi taglia il 30% al trasporto pubblico locale e mette quindi a rischio il già precario sistema di trasporti lariano.

La navetta per il nuovo Sant’Anna, che ricordiamo non sarà più a Como ma a San Fermo della Battaglia – fuori dal territorio comunale – rischia di avere una frequenza di una corsa all’ora.

A Como le corse, già ridotte e non all’altezza delle altre città (ad oggi la frequenza è di una corsa ogni 7,5 minuti nelle ore di punta e ogni 15 minuti negli altri momenti – molto più secondo gli utenti), potrebbe passare a 20/25 minuti nelle ore di punta e addirittura a una corsa ogni 45 minuti negli altri momenti della giornata.

Il Governo ci aveva detto che non avrebbe messo le mani in tasca agli italiani, ma taglia i servizi pubblici in maniera indiscriminata mentre nomina altri ministri (l’ultimo sul federalismo) per aumentare la lottizzazione e i favori. Ci aveva parlato di federalismo ma affossa regioni, province e comuni e ne taglia la capacità di far fronte alle necessità dei cittadini.

Chiediamo che se taglio dev’essere questo sia ai profitti e non al servizio, perché a pagare siano coloro che hanno preso le poltrone del Consiglio di Amministrazione come posto di pensionamento dall’attività politica e non i cittadini comaschi.