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Ora si pensa di introdurre le spiagge a pagamento anche sul lago di Como (Foto by Menegazzo)

  • «Turista spennato, turista in fuga No alle spiagge a pagamento»

COMO Il futuro delle spiagge lariane è a pagamento. La rivelazione, che non mancherà di far discutere, è giunta ieri mattina dal presidente del Consorzio del Lario e sindaco di Domaso, Luigi Lusardi, durante una conferenza a Lecco sulla sicurezza del lago. Secondo questa ipotesi, dunque, sulle sponde del Lario potrebbero approdare convenzioni con soggetti privati, ai quali porre in carico la manutenzione delle spiagge libere limitrofe, nell’ambito della concessione di aree da gestire in forma privata, con ombrelloni e sdraio a pagamento.
Insomma, il lago si appresta a diventare come il mare.

Queste le parole di un articolo de La Provincia di Como. La follia privatizzatrice ci dovrebbe quindi condurre a far pagare anche per sdraiarsi in riva al lago, a continui litigi con i gestori per raggiungere l’acqua gratuitamente, quando l’accesso a mari e laghi è tutelata dallo Stato, almeno sulla carta.

Ci vengono a dire che si troveranno ombrelloni e sdraio, poco importa se solo i ricchi potranno accedervi.

Rifondazione Comunista di Como dichiara la sua più ferma contrarietà ad ogni ipotesi di privatizzazione del suolo pubblico, alla svendita del patrimonio di tutti ai privati perché vi possano lucrare.

lug 28
«Formigoni è uno dei precursori più determinati del ddl Ronchi», spiega a Liberazione Emilio Molinari, uno dei volti più noti del forum dei movimenti per l’acqua, all’annuncio che l’erogazione dell’acqua lombarda finirà entro l’estate nelle mani di società miste, controllate al 60% dalle singole province, soggetti gestori al posto degli Ato. Trovandosi all’opposizione il pd si concede due minuti di scetticismo sulla repentina attuazione del ddl Ronchi: «Vigileremo e faremo la nostra parte».
Peccato che il Pd lombardo, in mano a Penati, non abbia spiccato per entusiamo nella primavera referendaria.
Duecentottantamila firme su 5 milioni di elettori. Il 5% dell’elettorato lombardo (mezzo punto più della media nazionale) ha firmato i tre quesiti in favore della ripubblicizzazione dell’acqua. Il sistema politico dovrebbe tenerne conto «ma Formigoni vuol fare di nuovo il battistrada dopo la bocciatura della precedente legge prima da parte di 144 sindaci lombardi di tutti i partiti – che hanno promosso un referendum nel 2008 – poi dalla corte costituzionale. Ora addirittura anticipa di oltre un anno le scadenze della legge Ronchi e prova rimpiazzare gli Ato con le province – continua Molinari – i sindaci saranno esautorati da ogni possibilità di controllo su un servizio essenziale di cui loro sono i primi responsabili come tutori della salute dei cittadini. I sindaci vengono ridotti a venditori di territori e giocatori di borsa per fare cassa». Nei suoi 15 anni consecutivi di governo, Formigoni ha dovuto chinare il capo all’opposizione soltanto pochissime volte. Ma una di queste
era stata sulla privatizzazione dell’acqua», dice anche Luciano Muhlbauer, coordinatore milanese del Prc, esortando a costruire «la più ampia mobilitazione possibile, a partire dai promotori del referendum, ma cercando il coinvolgimento da subito degli enti locali».
A giocarsi la partita del 40% delle azioni in vendita saranno A2a, la multiutility milanese-bresciana e, soprattutto, Veolia, onnipresente multinazionale francese appena cacciata da Parigie e più assetata che mai (di soldi). «Il presidente di Veolia è anche il capo di Edf, la multinazionale dell’elettricità che a sua volta è dentro A2a», spiega Molinari.
Ronchi, intanto, ripromette l’istituzione di un’authority indipendente in grado di dare «credibilità e fattibilità» al suo ddl. «Sarà un ennesimo carrozzone di nomina politica, una foglia di fico che estromette i controllori istituzionali senza poter incidere sulle dinamiche finanziarie. Quello che sembra compiuto in nome dell’efficienza è clamorosamente falso – ricorda Molinari – l’acqua è un monopolio naturale e se un gestore vince una gara per trent’anni dove sta la competizione?».
E quando se il ministro delle politiche comunitarie attacca il “popolo dell’acqua pubblica” che prevede un’impennata dei costi del servizio idrico, Molinari lo invita a fare una piccola indagine sulle privatizzazioni già fatte. Arezzo, Agrigento, Aprilia, Roma, Bologna, Genova, Enna: in media l’aumento è stato del 6%, con punte del 100%. «Dove è rimasta pubblica, come Milano, fino a ieri, aveva le tariffe più basse d’Europa anche con gli aumenti (da 0,54 a 0,62) appena decisi da Palazzo Marino».

Checchino Antonini da Liberazione 28 luglio 2010

lug 28

Per Arosio Mario Galli Sindaco

Gruppo consiliare

per Arosio Mario Galli Sindaco

       

 

 DICHIARAZIONE DI VOTO O.D.G n. 4 – CONSIGLIO COMUNALE 22.04.10

 Rimodulazione dei rapporti economici fra i soci della PRAGMA

 Come già dichiarato ed agli atti della Commissione Bilancio nel leggere la proposta di deliberazione manca a nostro avviso la motivazione (o l’antefatto) per cui si decide di procedere alla permuta di azioni tra AEB e azioni di PRAGMA.

Ogni delibera deve essere motivata e nel testo depositato questo non si evinceva. Solo dopo la spiegazione fornita dall’Assessore BALLABIO allo scrivente in Commissione Bilancio è stato possibile comprendere quali ragioni inducono i Comuni a fare questo primo passo. In verità è stato necessario dare lettura del protocollo d’intesa del marzo 2009 (che nella delibera viene citato ma non allegato agli atti in visione e quindi non reso immediatamente disponibile a tutti i consiglieri comunali).

Vorrei ricordare che i Consiglieri Comunali devono votare con la consapevolezza e la conoscenza degli argomenti, ciò è sancito non solo nel Testo Unico degli Enti Locali (art.    ) ma anche nel nostro Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale e precisamente all’art. 11 comma 4 ove si dice che “i consiglieri hanno diritto di consultare gli atti d’ufficio richiamati o citati negli schemi di deliberazione depositati e nei relativi allegati”.

Ancora al comma 6 si dice che : “i consiglieri hanno diritto di prendere visione e di richiedere copia delle proposte di deliberazione e degli atti preparatori in esse richiamati con esclusione dei progetti relativi ad opere pubbliche”.

Quanto richiamato alla data del 17 Aprile 2010 non era stato possibile, infatti lo scrivente ha richiesto, con nota protocollata in pari data, di poter avere copia del protocollo del 10.03.2009 e del protocollo in formulazione definitiva del 05.02.2010.

Il primo l’ho ricevuto dopo poche ore dall’Assessore Ballabio (ma gli altri consiglieri del mio gruppo che hanno visionato gli atti nei 4 giorni antecedenti il consiglio non ne hanno preso visione perché non allegato) il secondo invece l’ho ricevuto ieri mattina ……..

 Faccio osservare che a pag. 2 del Protocollo d’intesa del 10 marzo 2009 si dice che “il presente atto recepisce il conforme atto d’indirizzo espresso con i seguenti atti” e si citano le Deliberazioni assunte dalle Giunte dei Comuni aderenti a Pragma, nel caso del nostro Comune (a pagina 3 del Protocollo citato) NON si indica il numero e la data della Deliberazione.

Chiedo se si tratta di una mancanza, di una omissione ?

Vi è stata questa delibera di Giunta ? In caso affermativo in quale data ?

Nel merito della questione la nostra posizione l’abbiamo già espressa: siamo contrari a processi di privatizzazione di un bene fondamentale quale è l’acqua. Lo scambio di quote oggi, l’acquisto delle ulteriori quote da AEB fra qualche mese ed altri soldi da versare (così c’è scritto nel programma allegato al Protocollo del 10 marzo 2009), il conferimento degli impianti al Comune di Mariano,  aggiungendo debiti a debiti per poi andare in direzione di altre società qual’è COMO ACQUE srl e quindi ad un AATO?   Beh, questa non è la nostra idea che va invece nella direzione di un bene in mani completamente pubbliche.

Di acqua pubblica ce n’è bisogno e lo si capisce dalla forte mobilitazione che cresce nel paese ogni giorno. Il concreto pericolo che l’acqua la si paghi cara, molto cara e che possa permettersela solo chi ha soldi ci preoccupa molto.

Giorni fa il Consiglio Provinciale di Napoli guidato da un deputato di Forza Italia l’On. Cesaro, ha approvato un’ordine del giorno sul fatto che l’acqua resti in mano pubblica. Insomma anche nel centro destra si apre una breccia e si ricomincia a considerare la scelta errata di voler privatizzare un bene essenziale.

Noi stasera siamo idealmente vicini alle ACLI di Arosio che hanno promosso una serata informativa sul tema dell’acqua come bene pubblico soprattutto in vista del Referendum, promosso da oltre 200 associazioni, organizzazioni sindacali e movimenti per fermare un processo che porti alla mercificazione dell’acqua.

Il Referendum se approvato consentirebbe agli Enti Pubblici di poter gestire da soli l’acqua come avviene in Belgio, Svizzera ed in parte della Germania.

Noi del Gruppo Consiliare “Per Arosio” abbiamo aderito al Comitato Provinciale di Como per l’acqua pubblica e sosterremo la sottoscrizione dei tre quesiti referendari. Nelle prossime settimane ci mobiliteremo per raccogliere le firme tra i cittadini perché si scrive acqua ma a nostro parere si legge DEMOCRAZIA.

lug 27

di Maria Campese

su Liberazione del 22/07/2010

I siti delle centrali..

I siti delle centrali..

La recente impennata nella richiesta di energia avvenuta venerdì 16 luglio è stata l’occasione per Il Sole 24 Ore per sponsorizzare nuovamente il nucleare. In un articolo pubblicato nell’edizione di sabato 17 luglio, a firma di Federico Rendina, il giornale confindustriale ha fatto il punto su quello che il Prc e la Federazione della sinistra considerano una vera e propria follia, sia sul piano economico che su quello dei rischi: il ritorno al nucleare
nel nostro paese. E così si approfitta della calura estiva, forse sperando anche di trovare le menti un po’ più appannate del solito, e dell’aumento nell’uso dei condizionatori, dovuto proprio alla ricerca di un po’ di fresco da parte dei cittadini, per porre l’accento sulla presunta necessità di utilizzare questa fonte di energia. Il migliore alfiere per quest’argomento viene individuato in Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico di cui si riprendono, nell’articolo, alcune preoccupanti dichiarazioni. L’esponente del governo in un’intervista radiofonica ha infatti spiegato con chiarezza che il miglior posto per ospitare i reattori sono i siti delle vecchie centrali, quelle chiuse dopo il referendum del 1987. E così è presto fatto, i luoghi sono noti: Trino Vercellese, Caorso (Piacenza), Latina e Garigliano (Caserta) e anche Montalto di Castro (Viterbo), con la centrale non utilizzata proprio grazie alla vittoriosa consultazione referendaria di 23 anni addietro. Luoghi considerati idonei anche perché per lo più situati nei pressi della costa.

Le bugie su cui si fonda la campagna mediatica in atto da tempo e che ora occupano telegiornali e trasmissioni che c’entrano poco o nulla con nucleare ed energia, non tarderanno ad arrivare a martellare i cittadini che abitano nei luoghi prescelti. E’ facile immaginare su cosa si intensificherà il bombardamento mediatico in una situazione di crisi: su presunti risparmi in termini di dipendenza energetica e su altrettanto presunti vantaggi in termini occupazionali. La lobby che si connette al mondo pro nucleare è forte, potente e dispone di mezzi enormi. E’ un mondo trasversale quello che ruota attorno l’atomo e gli affari che ne derivano. Lo si vede anche dal balletto di voci sulle nomine della costituenda Agenzia per la sicurezza nucleare (sicurezza nucleare, un ossimoro) e che seguono un appello di personalità a favore del nucleare (alcune delle quali oggi in corsa proprio per queste nomine).

Noi disponiamo di pochi mezzi, ma fra questi c’è la volontà, che è sempre rivoluzionaria.

Alle popolazioni che vivono in quei luoghi “prescelti” dal governo, all’Italia intera, noi dobbiamo dirla questa verità. Con forza e determinazione.

Il nucleare è pericoloso, costoso, comporta giganteschi problemi di sicurezza, danni per l’ambiente e per la salute. Le centrali sono giganteschi ordigni piazzati sul territorio. E’ ora di opporre a questi poteri, una campagna per spiegare tutto ciò.

Il 7 giugno scorso, in Cassazione è stata depositata una proposta di legge di iniziativa popolare per dire “no” al nucleare e sostenere le energie rinnovabili, energie pulite da cui potranno scaturire anche nuove possibilità occupazionali, e che possono essere un asse portante per costruire un’alternativa di società. L’approvazione di questa legge – riprendendo le parole della relazione illustrativa che accompagna la proposta – consentirebbe a questo paese di conquistare una reale autonomia energetica perché, da un lato, promuovendo usi razionali dell’energia, ne ridurrebbe il fabbisogno e, dall’altro, perché produrrebbe l’energia necessaria con le uniche fonti di cui l’Italia resterà sempre veramente ricca: il sole, il vento, le
biomasse, la forza dell’acqua fluente e il calore che scorre sotto terra.

A partire dalla raccolta di firme su questa proposta e a partire dai luoghi giudicati dal governo come idonei per la realizzazione delle nuove centrali, è importante portare avanti subito una grande mobilitazione di massa per impedire lo scempio e per provare a disegnare nel paese un nuovo modello energetico e di società.

giu 28

I fatti secondo la Provincia di Como

Le macerie dell’ex Lechler di via Bellinzona, lastre di amianto comprese, sarebbero state triturate e trasformate in bitume per asfaltare le strade. È il sospetto della procura, che ha messo sotto inchiesta quattordici persone (tra le quali gli ex vertici della Perego Strade, ora fallita) e aperto un fascicolo sui viaggi dei camion della società lecchese – ma con decine di commesse pubbliche e non anche nel Comasco – carichi dei resti della fabbrica demolita nel 2008. Si pensa che questi sarebbero stati macinati e utilizzati per realizzare materiale per fondi stradali e per le asfaltature ma anche come terra di riempimento in alcuni cantieri pubblici comaschi e lombardi.
 

Il nostro commento

Quanto accaduto, se si rivelassero verificati i sospetti della Procura, sarebbe solo l’ennesima prova della tendenza a privilegiare i profitti, comprimendo le spese, rispetto alla qualità e alla salute degli stessi cittadini. Come Partito della Rifondazione Comunista di Como riteniamo che questo modo di pensare debba cambiare con un intervento pubblico nell’economia, anche considerando che i danni alla salute pubblica si traducono poi in costi pubblici per la sanità e in termini di inabilità al lavoro per malattia.
Contiamo sulla necessità di un intervento politico oltre che giudiziario per invertire una tendenza che non è solo un caso isolato ma un sistema di profitti fatti sulla pelle della cittadinanza.

giu 23

QUESTO E’ IL TESTO DELLA MOZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE  “PER AROSIO” BOCCIATA DAL CONSIGLIO COMUNALE IL 30.11.2009

IL CONSIGLIO COMUNALE

 VISTA la mozione presentata in data 6 novembre 2009, prot.n.7268, da parte del gruppo consiliare “Per Arosio Mario Galli Sindaco”, avente ad oggetto “L’acqua come diritto universale, pubblico e non come merce”;

 

  • ATTESO che trattandosi – ai sensi dell’art.49, comma 1, del D.Lgs.n.267/00 – di mero atto d’indirizzo, non è richiesta l’espressione del parere tecnico; 
  • VISTO il D.Lgs.n.267/00; 
  • CON VOTI 3 favorevoli (Aiello,Dionisio,Curtoni) 12 contrari e 2 astenuti (Molteni,Curioni) 

DELIBERA 

  • di non approvare la mozione presentata dal gruppo consiliare “Per Arosio Mario Galli Sindaco”, avente ad oggetto “L’acqua come diritto universale, pubblico e non come merce”; 

 NELL’INTERESSE DELLA COMUNITA’ INVITIAMO I CITTADINI A SOTTOSCRIVERE ENTRO IL 1° LUGLIO I TRE REFERENDUM PER L’ACQUA PUBBLICA IN COMUNE OPPURE CHIEDENDO AI CONSIGLIERI COMUNALI DEL GRUPPO “PER AROSIO”

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IN LOMBARDIA 100 MILA PERSONE HANNO GIA’ FIRMATO

giu 7

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mag 22

MITTENTE: Comitato promotore comasco per il referendum per l’acqua pubblica

DATA 19/05/2010 19.16

COMUNICATO STAMPA

Alla media di quasi mille adesioni alla settimana avanza e si rafforza la rete per l’acqua pubblica. In provincia di Como già superate le 3300 firme per la proposta di Referendum contro la privatizzazione dell’acqua.

Comitato promotore comasco per il referendum per l’acqua pubblica

Approfittiamo di questo post per ringraziare tutte le 125 persone che hanno firmato stamattina al banchetto organizzato dalla Federazione della Sinistra davanti alla Coop di Rebbio

mag 12

Il compagno Nino Taiana (PRC) è il nuovo referente provinciale del Comitato Acqua Pubblica.
Pubblichiamo la lettera di Fumagalli.

Come deciso in occasione della riunione dell’11.05 del Comitato promotore provinciale di Como del Referendum contro la privatizzazione dell’acqua, il nuovo referente del Comitato provinciale è:

Antonio Taiana  -  email: como@arci.it -  tel. 031 264921

La raccolta firme in provincia di Como sta procedendo bene essendo arrivata a 2.458 firme (delle 350 mila raccolte a livello nazionale),  ma ci sono molte altre firme da raccogliere fino al 4 luglio.

Le iniziative, i banchetti e tutti gli aggiornamenti sulla campagna referendaria in provincia di Como sono pubblicate sul blog: http://acquacomo.wordpress.com/

Saluti, Roberto Fumagalli  (referente regionale campagna referendum acqua)

apr 29

L'acqua è un bene comune

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