mag 11
I riflettori sembrano essersi spenti, troppe cose più importanti da discutere come le dimissioni o non dimissioni di Bertolaso, ma la protesta dei lavoratori della Grecia continua. Mentre tutti si concentrano a vedere le fluttuazioni speculative della Borsa, che sono poi quelle che hanno condotto al disastro, non si parla più di quei milioni di uomini e donne che dovranno vivere con 700 euro al mese. L’Italia in compenso non è in una situazione felice; secondo l’ultimo rapporto siamo il Paese in cui i salari sono i più bassi e in cui c’è il maggior prelievo fiscale dai lavoratori dipendenti. Per un giovane trovare lavoro è praticamente impossibile a meno di contrattare al ribasso e rinunciare ad ogni diritto. Rivendichiamo quindi il nostro appoggio alla lotta dei lavoratori greci e ci impegniamo per ricostruire in Italia una forza in grado di opporsi ai poteri forti.
mag 10
La CDU della Cancelliera Angela Merkel esce sconfitta dalle urne e perde la maggioranza al Bundesrat

Una batosta per la Cancelliera e per il governo liberal-conservatore tedesco. Le elezioni regionali mandano a casa la compagine governativa in uno degli Stati tedeschi economicamente più importanti (con un PIL pari alla somma di quelli polacco e ceco). Il primo partito è ora la SPD, che governerà probabilmente assieme ai Verdi.

Die Linke, con il 5,4% dei consensi, conquista la presenza al parlamento di Dusseldorf. Si tratta del tredicesimo lander tedesco in cui le forze della Sinistra anticapitalista eleggono rappresentanti.

Congratulandoci con i compagni tedeschi, auspichiamo che presto anche in Italia si riesca ad ottenere una forza tenacemente anti-sistema all’interno delle istituzioni, per dar voce a coloro che patiscono più di tutti la crisi capitalistica.

apr 12

Liberi subitoIl Partito della Rifondazione Comunista di Como (Federazione della Sinistra) dichiara la propria solidarietà con i funzionari di Emergency sequestrati dai servizi di sicurezza afghani.

Condividiamo la preoccupazione di Gino Strada circa la possibile volontà di eliminare testimoni scomodi prima di avviare la repressione militare.

Nessuno più di noi vuole la sconfitta dei talebani, che ricordiamo sono saliti al potere con il pieno appoggio degli Stati Uniti di George W. Bush – che li definiva “paladini della libertà”. Tuttavia riteniamo che la via delle armi che mietono vittime tra civili, donne e bambini siano controproducenti.

Ci dichiariamo quindi accanto a chi si occupa di curare le vittime della guerra in maniera gratuita, fornendo tra l’altro un esempio di buona sanità.

mar 19

di Mauro Gemma

PCFR

Il PCFR beneficia del forte ridimensionamento del partito di governo e registra il miglior risultato dal 2003, consolidando il suo ruolo di principale partito di opposizione.

Il 14 marzo, in 76 regioni della Federazione Russa, si sono svolte importanti elezioni amministrative per il rinnovo di vari organismi locali, a cui hanno partecipato complessivamente 32 milioni di cittadini. In particolare, in 8 regioni di rilevante importanza si era chiamati a rinnovare i parlamenti regionali, mentre in alcune città, come il grande centro siberiano di Irkutsk, si doveva scegliere il nuovo sindaco.

La consultazione rappresentava, a giudizio degli analisti russi, un test significativo per verificare il livello della fiducia riscossa dal partito di governo “Russia Unita”, protagonista praticamente incontrastato di tutte le tornate elettorali che si sono succedute negli ultimi anni, ma che in questo momento deve fare i conti con gli effetti di una crisi che ha avuto ricadute pesanti sull’economia del paese e che ha provocato una situazione di drammatica tensione sociale, testimoniata dall’estendersi a macchia d’olio, in tutto il territorio dello sterminato paese, di proteste e scioperi, in una misura e in forme di particolare durezza che non si erano mai registrate in passato, almeno a partire dall’uscita di scena di Boris Eltsin.

La scorsa domenica, il partito di governo, pur riuscendo a mantenere il primato in tutte le regioni in cui si è votato, ha visto ridimensionare drasticamente i suoi consensi: a fronte delle percentuali raccolte in tutte le elezioni degli ultimi anni, oscillanti tra il 60 e il 73%, “Russia Unita” è scesa in questa occasione a meno del 50% (49,5%). Rispetto alle elezioni legislative del 2007, in alcune regioni ha subito perdite del 25% (come nel territorio degli Altai e nella regione di Kurgansk).

In Occidente, di fronte a questa manifestazione di forte affanno dello schieramento governativo russo, alcuni osservatori non hanno certo nascosto la loro soddisfazione, come testimoniano i resoconti apparsi in alcuni giornali europei e americani. Contemporaneamente, però, mentre si dà puntigliosamente conto della prima sconfitta elettorale subita dal regime russo nell’ “era Putin”, ci si dimentica (volutamente) di evidenziare come il grave arretramento registrato da “Russia Unita” non abbia assolutamente favorito la crescita di quella chiassosa opposizione “democratica” (l’unica di cui si dia notizia nel nostro paese, con clamorose campagne mistificanti che spesso trovano ascolto anche a sinistra), fautrice di una “rivoluzione colorata” e rappresentata da formazioni della destra neoliberista, capeggiate da personaggi notoriamente legati alle fondazioni e ai servizi statunitensi. Uno schieramento politico che gode di un particolare trattamento di favore e di colossali finanziamenti esteri, esclusivamente in ragione della sua opposizione frontale al corso di politica estera meno subalterno agli interessi imperialistici americani ed europei che ha caratterizzato la Russia dalla fine del regime di Eltsin. I media occidentali preferiscono parlare, molto genericamente, di una rimonta delle “opposizioni”, guardandosi bene, analizzando le difficoltà dello schieramento “putiniano”, dal rilevare come questo si sia tradotto in un travaso di voti (tanti voti, visto anche il significativo aumento dell’affluenza alle urne rispetto a elezioni precedenti) verso quelle formazioni della sinistra che, più di altre e in aperta polemica con i “democratici” graditi all’imperialismo, non hanno mai fatto mancare, in tema di politica estera, il loro sostegno a molte delle scelte operate dall’attuale amministrazione russa, in nome della “difesa degli interessi nazionali”.

Tra chi si è avvantaggiato, a sinistra, del tracollo del voto a “Russia Unita” troviamo, ad esempio, il partito “Russia Giusta”, di orientamento “socialdemocratico”, ma fautore di una politica estera indipendente e gelosa della sovranità nazionale, che ha raccolto complessivamente il 12,7% dei suffragi, raddoppiando i consensi ricevuti nelle consultazioni degli ultimi anni.

Ma la vera sorpresa di questa tornata elettorale è rappresentata dalla vigorosa ripresa del Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR) che coglie il suo miglior risultato dal 2003, e registra un incremento di oltre 5 punti percentuali rispetto alle ultime elezioni legislative, passando dal 14,9% del 2007 al 20% del 14 marzo. Un risultato che sembra premiare il lavoro compiuto dalle organizzazioni del partito per consolidare i propri legami con l’ampio movimento di lotta e di protesta che ha attraversato il paese, dopo il manifestarsi della crisi e dei suoi effetti più devastanti. Il PCFR, che in passato aveva registrato serie difficoltà nel suo rapporto con il movimento operaio, ha saputo evidentemente ricostruire un certo radicamento in particolare tra i settori più avanzati e combattivi del movimento sindacale, segnando con la sua presenza gran parte delle manifestazioni che si sono svolte negli ultimi mesi e mobilitando le sue organizzazioni sulle più scottanti questioni sociali, anche con iniziative di massa che, a Mosca e in altre città russe, hanno visto la partecipazione di folle di lavoratori.

A testimoniare del successo comunista c’è in particolare l’incremento del 14% (rispetto alle legislative del 2007) sia nel territorio degli Altai che nelle regione di Kurgansk e Sverdlovsk, del 13% nella regione di Kaluga e del 9% nella regione di Khabarovsk nell’estremo oriente russo. Sono tutte in aumento le percentuali raccolte nelle altre regioni in cui si è votato. A completare il quadro ci sono anche i risultati per le elezioni dei sindaci e il rinnovo delle amministrazioni comunali. In molte delle città, i comunisti hanno raccolto più di un terzo dei voti espressi. I comunisti conquistano, ad esempio, l’amministrazione di Novocerkask, capoluogo di una provincia popolata dai cosacchi e città natale dello scrittore Michail Sciolokov. Straordinario è il risultato ottenuto a Irkutsk, città siberiana con una popolazione di circa 600.000 abitanti e sede di importanti strutture produttive: il candidato comunista, Viktor Kondrashov, ha ottenuto un autentico plebiscito ed è stato eletto alla guida del comune con il 63% dei consensi.

mar 6

Dichiarazione di Augusto Rocchi, esponente Segreteria nazionale del Prc-Se e responsabile nazionale Economia del Prc-Se.

Come Rifondazione Comunista, esprimiamo la nostra più piena solidarietà con le lotte dei lavoratori greci e la nostra totale condivisione dello sciopero
generale oggi in corso in Grecia. Proprio la drammatica vicenda ellenica mette in discussione decenni di conquiste e di dibattiti sull’Europa perché le due vie d’uscita proposte sono entrambe pessime: o il fallimento economico dello Stato o il commissariamento delle decisioni politiche dello Stato stesso.
Ciò che sembra inaccettabile – ai nostri occhi – è l’autentico massacro
sociale con licenziamenti di massa, soppressione di mensilità di stipendio e
tagli indiscriminati ai servizi pubblici.
Se questa crisi, determinata dal buco finanziario e dal surplus di debito
pubblico, non troverà una soluzione politica accettabile per il mondo del
lavoro produrrà un effetto a catena in altri Stati fondatori dell’Europa
comunitaria come l’Irlanda, il Portogallo e la Spagna. E l’Italia può essere
trascinata in questo vortice giacché i principali parametri del trattato di
Maastrict sono negativi: l’aumento della pressione fiscale, la riduzione delle
entrate fiscali, l’aumento del debito pubblico rispetto al PIL.
Il nostro intervento politico si concentrerà in particolare nella costruzione
di un movimento di massa che si opponga alle politiche monetaristiche di
Maastricht e a questa Europa liberista e senza democrazia.

Ufficio stampa Prc-SE

dic 27
Praga, 16 dicembre 2009,

Cari compagni,

Nella Repubblica Ceca il Partito Comunista di Boemia e Moravia (PCBM) deve far fronte ad un anticomunismo primitivo. Nella sua sessione del 30 ottobre 2008, il Senato, con la partecipazione di soli 38 senatori su un totale di 81, ha preso in esame il rapporto finale della Commissione Temporale per la valutazione della costituzionalità del PCBM. Tale riunione senza un quorum sufficiente ha approvato, con soli 30 voti, una risoluzione per cui il Senato rileva numerosi indizi della violazione della Costituzione della Repubblica Ceca da parte del Partito Comunista di Boemia e Moravia. Ad esempio, si condanna il PCBM per la sua visione marxista, per la sua posizione nei confronti del conflitto nel Caucaso, e per altre interpretazioni soggettive. La risoluzione del Senato chiede al governo di portare il caso di fronte al Tribunale Supremo Amministrativo.

L´8 dicembre 2009, la commissione sopra menzionata ha chiesto ancora una volta al Governo che presenti al Tribunale una proposta di sospensione dell´attività del PCBM. C´è da rilevare che il caso non è stato sollevato al Tribunale Supremo Amministrativo dal precedente governo del signor Topolanek e, al momento, neppure dall´attuale governo del signor Jan Fischer.

Il PCBM vi chiede, cari compagni, di esprimere la vostra solidarietà, in accordo con le vostre possibilità e condizioni, con il nostro partito contro gli sforzi della Commissione citata, in diversi modi, ad esempio: petizioni, lettere di protesta indirizzate al nostro governo attraverso le nostre ambasciate nei vostri paesi.

Si tratta di una violazione dei principi democratici fondamentali, di un tentativo di deviare l´attenzione dei nostri concittadini, che si trovano sotto la pressione della crisi, verso altro.

Desideriamo ringraziarvi anticipatamente per le vostre espressioni di solidarietà verso di noi. Allo stesso tempo, vi chiediamo di inviarci informazioni in merito alle vostre azioni di solidarietà.

I nostri migliori saluti fraterni.

Jirí Mastálka
Vice-Presidente del CC del PCBM

di Jirí Mastálka

su Solidnet del 27/12/2009