feb 5

Econord va ovviamente verso la vittoria dell’appalto per la gestione dei rifiuti a Como, con un contratto da 82 milioni di euro per sette anni. La società che già gestisce lo smaltimento dei rifiuti è infatti l’unica partecipante alla gara. E viene presentata dalle opposizioni un esposto all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, mentre in aula consiliare viene presentata la richiesta di annullamento della gara.

In Consiglio Comunale, la dichiarazione del nostro capogruppo Donato Supino è tagliente: “Avevo detto che mi sarei tinto i capelli di rosso se non avesse vinto Econord. Non dovrò farlo e ne ero certo. Non c’è stata gara e i cittadini si trovano a pagare il 24% in più della Tarsu. Penso che l’assessore debba dare qualche argomentazione sul fatto che siano stati prolungati i tempi di presentazione delle offerte, perché più partecipanti lo avevano richiesto. Ma di offerte ne è arrivata una soltanto. Altri non possono vincere perché non hanno la piattaforma ecologica e perché non è prevista nemmeno nel piano di governo del territorio.” Ha poi chiuso rivolgendosi in dialetto all’assessore all’Ambiente, il leghista Diego Peverelli con un “alura assessur”, e chiedendogli di chiarire la situazione.

Sotto accusa c’è il nodo della piattaforma ecologica, la cui gestione è, ovviamente, prevista nel bando di gara. Il bando, però, impone che sia sul territorio comunale (per essere facilmente raggiungibile dagli utenti), ma non sono previsti spazi dove poterne costruire una nuova oltre a quella della Guzza (di proprietà di Econord). Questo vorrebbe dire che se un soggetto diverso da Econord avesse presentato un’offerta, avrebbe dovuto concordare con l’azienda proprietaria della piattaforma un canone di affitto.

 

Bruni e inquinamento

dic 7

Al Presidente del Consiglio Comunale di Como

Al Sindaco di Como

Il Sottoscritto Consigliere Comunale

OGGETTO: INTERROGAZIONE IN MERITO ALL’ APPALTO PER IL SERVIZIO DI GESTIONE E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI.

Premesso che:

Il Consiglio Comunale nell’ottobre del 2008 approvò all’unanimità la delibera d’indirizzo per predisporre il bando di gara per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti, in quella delibera si fa rilevare l’indirizzo di puntare ad una maggior raccolta differenziata dei rifiuti con l’obbiettivo di inquinare meno, e conseguentemente abbassare la tassa dei rifiuti. Inoltre di non effettuare nessuna proroga alla gara, comunque il nuovo servizio doveva partire con il 1 Gennaio 2010.

Nella determina del dirigente del settore ambiente del Comune di Como per l’approvazione del capitolato d’appalto dei servizi di nettezza urbana, si evince che, di incrementare le attuale tariffe TARSU in misura del 16% per l’anno 2010, e di un ulteriore incremento dell’ 8% per l’anno 2011.

Nella stessa determina si chiede la proroga dell’attuale servizio di nettezza urbana per un periodo non inferiore a due mesi e comunque per tutto il periodo di aggiudicazione della gara.

CHIEDE

Perché si prevede l’aumento della tariffa TARSU del 24% nel biennio 2010 e 2011, quando contestualmente l’aumento della raccolta differenziata dovrebbe permettere di abbassare i costi di gestione.
Perché si chiede una ulteriore proroga senza definire i tempi certi per l’inizio del nuovo servizio.
Como 9 Dicembre 2009-12-06

Donato Supino – Capogruppo di rifondazione Comunista

dic 3

Il piano provinciale rifiuti è stato approvato dal consiglio provinciale nel febbraio 2008 con i soli voti della maggioranza. Si basava essenzialmente sull’assunzione del cosiddetto “scenario C”: equilibrio tra recupero di materia (la raccolta differenziata) e il recupero di energia (il forno d’incenerimento Acsm) e l’utilizzo della discarica di Mozzate. Noi avevamo proposto un incremento maggiore di recupero di materia incentivando la raccolta differenziata che in alcune zone e in particolare nella città di Como era praticamente inesistente.
Il piano fu quindi inviato in Regione per la sua approvazione definitiva e non se ne seppe praticamente nulla fino alla delibera dell’agosto scorso con cui la Giunta regionale minacciava il commissariamento dell’ Amm. Prov.le,se la stessa non avesse provveduto entro 60 giorni a integrare il piano con una nuova cartografia degli impianti di smaltimento rifiuti e soprattutto con l’aumento del 20% dell’utilizzo del forno Acsm per la cosiddetta solidarietà interprovinciale (disponibilità a raccogliere rifiuti da altre province in caso di necessità; ). Iniziò successivamente un balletto indecoroso tra Regione e giunta provinciale sulle responsabilità di tale situazione che si risolse con la nomina di Carioni (presidente della provincia) a commissario ad acta per la gestione dei rifiuti nella provincia di Como. Carioni lo scorso 5 novembre ri-addottò il piano provinciale rifiuti con le prescrizioni imposte dalla Regione e all’insaputa del consiglio provinciale che fu informato solo a cose fatte. Praticamente con la “ri-addozione “ del commissario Carioni il forno di Como avrà una potenzialità di smaltimento rifiuti che passerà dalle 143000 tonnellate/anno alle 151600 tonnellate/anno ( +8600 ton/an). Potrebbe sembrare poca cosa rispetto a quanto paventato (+ 20000 ton/an) ma questo aumento di potenzialità prelude a ben altro, cioè ad aumenti futuri di ricorso all’utilizzo del forno d’incenerimento. ( bozza delibera Galli + appalto Como + riferimento altre province? + controlli ambientali e sanitari).