Econord va ovviamente verso la vittoria dell’appalto per la gestione dei rifiuti a Como, con un contratto da 82 milioni di euro per sette anni. La società che già gestisce lo smaltimento dei rifiuti è infatti l’unica partecipante alla gara. E viene presentata dalle opposizioni un esposto all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, mentre in aula consiliare viene presentata la richiesta di annullamento della gara.
In Consiglio Comunale, la dichiarazione del nostro capogruppo Donato Supino è tagliente: “Avevo detto che mi sarei tinto i capelli di rosso se non avesse vinto Econord. Non dovrò farlo e ne ero certo. Non c’è stata gara e i cittadini si trovano a pagare il 24% in più della Tarsu. Penso che l’assessore debba dare qualche argomentazione sul fatto che siano stati prolungati i tempi di presentazione delle offerte, perché più partecipanti lo avevano richiesto. Ma di offerte ne è arrivata una soltanto. Altri non possono vincere perché non hanno la piattaforma ecologica e perché non è prevista nemmeno nel piano di governo del territorio.” Ha poi chiuso rivolgendosi in dialetto all’assessore all’Ambiente, il leghista Diego Peverelli con un “alura assessur”, e chiedendogli di chiarire la situazione.
Sotto accusa c’è il nodo della piattaforma ecologica, la cui gestione è, ovviamente, prevista nel bando di gara. Il bando, però, impone che sia sul territorio comunale (per essere facilmente raggiungibile dagli utenti), ma non sono previsti spazi dove poterne costruire una nuova oltre a quella della Guzza (di proprietà di Econord). Questo vorrebbe dire che se un soggetto diverso da Econord avesse presentato un’offerta, avrebbe dovuto concordare con l’azienda proprietaria della piattaforma un canone di affitto.

