set 4

In risposta all’editoriale del giorno 4 settembre ’10

Ci rammarichiamo che il solito Sallusti usi la sua tecnica di buttare fango addosso agli altri accusandoli di essere lazzaroni, drogati, perdenti e falliti storicamente e non ultimo di essere gelosi del potere altrui, per nascondere quello che sta succedendo all’ interno dello schieramento che il suo giornale difende a spada tratta, non curandosi di niente e di nessuno ma solo di difendere il padrone Berlusconi. Fanno testo il caso Boffo e la guerra mediatica scatenata contro Fini solo perché ha osato dissentire dal padrone. Ma caro direttore Fini è cosa vostra e non il nostro leader, cerchi quanto meno di essere obiettivo e di non sollevare come al solito polveroni per nascondere quello che non si vuol far vedere in casa propria. Ci teniamo a
precisare che noi tutte le mattine ci alziamo per recarci a scuola, o per andare a timbrare un cartellino sul posto di lavoro e ci dispiace deluderla ma non stiamo sul divano a cannarci, e se poi vuole mandare qualche
messaggio a Travaglio abbia il coraggio di affrontarlo direttamente, e comunque questo è solo un affare suo. Per quello che riguarda Dell’ Utri fortunatamente abbiamo posizioni diverse: per noi un senatore della
Repubblica dovrebbe essere incensurato e al disopra di ogni sospetto, mentre per Lei va bene anche se sono stati condannati in 2 grado per concorso esterno per associazione mafiosa, se questo per Lei è il senso di
libertà che vuole sia sparso su questo paese ben venga il dissenso verbale che i cittadini hanno espresso il giorno 30 agosto, da parte nostra non ci sono minacce a nessuno neppure mediaticamente, perché questo non fa parte della nostra coscienza (noi in cantina teniamo del buon vino italiano e qualche ricordo dei nostri cari) quindi i picchiatori non siamo noi. Prendiamo atto del suo invito a Dell’Utri all’ interno della sede del suo giornale, quello che ci incomprensibile è un invito allo stesso in una sede pubblica finanziata anche con i soldi delle tasse frutto di sacrifici di persone oneste. Non capiamo perché Wanna Marchi sia in prigione per aver venduto illusioni e non solo, mentre al Senatore e ai suoi diari farlocchi non si possono muovere obiezioni.

Caro direttore, noi esprimiamo i nostri valori in un modo diverso dal suo (sperando che almeno dissentire da Lei sia democratico) se diciamo no alla mafia all’interno della nostra città il caso Nuovo Ospedale con i rifiuti tossici per Noi Comaschi è stato allarme che non va sottovalutato. Anche i nostri eroi fortunatamente non sono né Dell’ Utri né Mangano ma sono le persone che hanno pagato con la vita il loro impegno contro la mafia e tanto per citarni alcuni Falcone, Borsellino, Don Puglisi e Pio La Torre, che il loro
sacrificio almeno sia valso a qualcosa, e su questa nostra diversità cordiali saluti.

Lina Annoni Segretaria di Rifondazione Comunista Como

set 4

La denuncia di Claudio Poncia, lo storico ex sindacalista della Falck:
«Inutile nascondersi, sono anni che campiamo di assistenzialismo»

Claudio Poncia, sindacalista e iscritto a PRC

Claudio Poncia, ex-sindacalista e iscritto a PRC

DONGO Dongo srl, la “cassaforte” immobiliare del gruppo dei fratelli Castiglioni per quanto riguarda la Ferriera di Dongo, ha seguito la sorte della consorella Afl, che gestiva gli impianti produttivi della ghisa, ed è stata dichiarata fallita dal Tribunale civile il 7 luglio, nonostante gli appelli dei sindacati e le memorie presentate al giudice dalla proprietà. Il perché è semplice: Dongo srl ha debiti per 15.700.000 euro nei confronti dell’Inps (di cui 5.700.000 per contributi non versati) e di 12.076.000 nei confronti dell’erario, 4.300.000 dei quali corrispondono a trattenute Irpef dei lavoratori non versate; vanno poi aggiunti 1.300.000 euro dovuti ad Equitalia e 1.000.000 dovuti al Comune di Dongo (quasi interamente di ici).
Criticato come disfattista incallito, l’ex sindacalista altolariano della Cgil Claudio Poncia (nella foto tonda) continua a seguire da vicino le sorti della ferriera e, in merito alle prospettive dello stabilimento, non si smentisce: «Credo di essere sempre stato realista e sono convinto che non è nascondendo i problemi che si può assicurare un futuro alla ferriera. Negli ultimi anni, purtroppo, è stato un tirare avanti all’insegna dell’assistenzialismo: anni di cassa integrazione pagata con soldi pubblici e prepensionamenti da amianto con ben 700 domande inoltrate, di cui parecchie ancora pendenti. Se fosse vero che un così alto numero di dipendenti ha lavorato per anni esposto ai rischi dell’amianto, c’è da chiedersi come mai a Dongo non sia mai stato accertato alcun caso di asbestosi e, soprattutto, come mai non sia stato mai risanato lo stabilimento. Anche sindacato e lavoratori – prosegue Poncia – hanno le loro belle colpe. Sarebbe stato meglio spendere i soldi pubblici in un progetto serio di riconversione della fabbrica, puntando, per esempio, sulla produzione di impianti per le energie alternative. La società Isotta Fraschini, invece, produce pezzi per un mercato, quello dell’auto, che è saturo e non più remunerativo, mentre riattivare i capannoni di Afl comporterebbe investimenti proibitivi per una produzione che risulta molto più vantaggiosa, per questioni di trasporti, a Spoleto. Eppure istituzioni, sindacato e opinione pubblica fingono di credere ancora in un progetto di rilancio di un’azienda che ha tirato avanti non pagando per anni le imposte dovute e non versando all’Inps e allo Stato i contributi dei lavoratori». In casa Cisl l’esperto di economia locale si chiamava Vittorio Selva ed è scomparso alcuni anni fa; nella sede del sindacato di via Tre Pievi c’è Umberto Raggio, che in ferriera, tra l’altro, ha lavorato a lungo: «La situazione non è certo rosea – riconosce anche l’interessato – . Il fallimento di Afl e poi quello di Dongo srl non sono certo segnali incoraggianti, ma bisogna credere ad ogni costo alla possibilità di continuare manifestata dalla proprietà. All’alluminio necessitano apparecchiature di precisione che hanno costi elevati e in questa fase le possibilità dell’azienda, visti i debiti, sono limitate. L’opportunità di un decollo della produzione, tuttavia, esiste. A mio avviso occorre vivere alla giornata e auspicare la massima unità. Per il momento, del resto, il territorio non sarebbe in grado di assorbire la manodopera dello stabilimento donghese. Un’alternativa, in questo senso, potrebbe essere lo sviluppo degli sport di lago, che nel bacino altolariano trovano una sede ideale, ma occorre creare le infrastrutture adeguate e, nel frattempo, non possiamo rinunciare alla ferriera».

set 3

Il Senatore PdL Marcello Dell’Utri tornerà con ogni probabilità a Como il 6 settembre, avendo accettato l’invito del quotidiano berlusconiano L’Ordine (versione comasca de Il Giornale) per presentare presso la sede di via Rovelli i suoi falsi diari del duce.

Evidentemente l’ideologo di Forza Italia non ha capito la lezione che la nostra città gli ha impartito quando il 30 agosto ha respinto vigorosamente la sua partecipazione a Parolario. Questo ritorno va quindi interpretato come una palese provocazione ai cittadini di Como, una provocazione che non possiamo accettare. Como è contro la mafia e contro il fascismo e l’ha dimostrato.

Pubblichiamo alcune foto della protesta del 30 agosto realizzate da Carlo Pozzoni.

Dell'Utri accompagnato fuori

Dell'Utri accompagnato fuori

Via i mafiosi da Como

Via i mafiosi da Como

La verità su Mussolini

La verità su Mussolini

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set 2

Pubblichiamo il link dell’intervista a Stefano Rognoni, coordinatore dei Giovani Comunisti di Como, sulla protesta contro Dell’Utri

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set 1

La Federazione della Sinistra (presente in Italia da diverso tempo, che racchiude sotto lo stesso simbolo Rifondazione Comunista, i Comunisti Italiani e Socialismo 2000) della provincia di Como è entusiasta della risposta della città alla contestazione promossa per la presentazione del “Senatore” Marcello Dell’Utri dei diari di Mussolini durante la rassegna culturale Parolario. Oltre ogni nostra aspettativa e previsione, la città ha deciso di contrastare questa manifestazione che non abbiamo paura di definire “indegna”.”Indegno” è stato il comportamento assunto da alcune testate giornalistiche e televisive locali e non, che han parlato di un clima intimidatorio, di aver impedito a Dell’Utri di esprimersi ed altre posizioni, per alcuni anche si è parlato di “rancori della guerra civile non ancora sopiti”. Anche molte le imprecisioni e gli insulti velati tipo “signori e signore attempate”ed il volantino della Federazione della sinistra definito “nero fascista”. “Indegni” sono da considerarsi anche i commenti di alcuni esponenti del Pdl. “Dell’Utri come Matteotti”(Rinaldin) “la polizia sarebbe dovuta scendere in campo per separarmi dai manifestanti” (Gaddi, assessore alla cultura di Como). E’ antropologicamente interessante sentire proprio Dell’Utri, che viene a presentare i diari del “troppo buono” Mussolini, essere paragonato a Matteotti, che deve la sua prematura scomparsa proprio al dittatore “affatto sanguinario”. “Indegno” permettere ad un condannato in secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa di parlare del protagonista del Ventennio più violento e buio della storia italiana. A nostro giudizio, come a giudizio degli altri “facinorosi” intervenuti, questa è una provocazione troppo pesante per non essere contestata. Chiudiamo il nostro comunicato ringraziando nuovamente la città di Como per aver dato, all’Italia intera, un esempio di lotta civile e politica. Como non accetterà ulteriormente questo tipo di manifestazioni nei luoghi pubblici.

Andrea Cazzato (responsabile comunicazione del Partito dei Comunisti Italiani della provincia di Como e responsabile provinciale Fgci)
Stefano Rognoni (coordinatore provinciale dei Giovani Comunisti di Como)

ago 31

foto da corriere.itstriscione 2 da corriere.it

 

Una contestazione anche oltre le aspettative ha impedito al senatore del PdL di fare la sua indegna presentazione riabilitativa del fascismo. Marcello Dell’Utri è stato accompagnato fuori da Parolario scortato dalle forze dell’ordine.

Un centinaio di giovani ha risposto al nostro appello alla protesta, ma la contestazione ha superato anche le nostre previsioni, con una forza insperata. Insieme a loro i militanti della Federazione della Sinistra, il consigliere comunale Donato Supino, e molti altri cittadini indignati da questa situazione.

Una grande risposta della nostra città. I dubbi espressi dalle forze moderate del centro-sinistra sono stati spazzati via dalla piazza, la cittadinanza ha dato ragione a noi comunisti, i soli presenti con i propri simboli. Como è matura per un’alternativa, il popolo è spesso più avanti della politica e noi siamo pronti a dare a questo popolo che si oppone a mafia e fascismo una sponda politica.

Citiamo di seguito l’articolo de Il Fatto Quotidiano

“Fuori la mafia dallo Stato”. A Como Dell’Utri contestato, abbandona il palco

Il senatore azzurro era ospite del Parolario. Il suo intervento doveva ruotare attorno ai presunti diari di Mussolini

Al grido di “Fuori la mafia dallo Stato” e “Devi andare in carcere”, il Senatore Marcello Dell’Utri, ospite nel tardo pomeriggio a Como della rassegna Parolario dedicata all’universo dei libri ha dovuto abbandonare il palco e rinunciare all’annunciata presentazione dei presunti diari di Mussolini.

Una dura contestazione nei suoi confronti che era decisamente nell’aria da qualche giorno tanto che lo stesso Dell’Utri, che ha un domicilio a Torno, vicino a Como, aveva rinunciato a presenziare sabato all’inaugurazione.Urla, grida, spintoni: “Altro che in galera, devi essere appeso per i piedi” si è sentito qualcuno urlare. “Sei un mafioso, vergognati”, ha urlato qualcun altro aggiungendo “uno solo dovete portare dentro e lo sapete. Uno solo, lui”. Protagonisti della contestazione sono stati un centinaio tra ragazzini che si sono dati appuntamento dopo il tam tam su Facebook e un gruppo di attempati militanti a Rifondazione comunista.

L’incontro di oggi non ha avuto neppure inizio in quanto all’arrivo del senatore alla manifestazione un centinaio di persone ha immediatamente iniziato a protestare gridando slogan e Marcello Dell’Utri si è quindi allontanato dagli stand allestiti in centro città. La partecipazione del senatore alla manifestazione era stata nei giorni scorsi criticata dagli esponenti della sinistra di Como.  La contestazione si è conclusa con un’intonazione spontanea di Ciao bella ciao.

Nel maggio scorso Marcello Dell’Utri è stato condannato in appello a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Condanna, va detto, che non comprende gli anni delle stragi mafiose. Va anche ricordato che durante la conferenza stampa a poche ore dalla condanna dei giudici palermitana per l’ennesima volta aveva espresso stima al “suo eroe” Vittorio Mangano.

ago 30
«Apologia del fascismo» Anpi e sinistra in piazza per contestare Dell’Utri

Il caso I «diari» di Mussolini a Como

La replica «Presentare alcuni documenti non significa certo esaltare il regime»

Quando arriverà domani sera a Como, in piazza Cavour, per presentare i presunti «diari di Mussolini» in apertura della rassegna letteraria ParoLario, il senatore del Pdl Marcello Dell’ Utri sarà accolto, alle ore 18, da due striscioni di protesta. Uno riguarda il suo atteggiamento verso la figura del Duce: «I diari di Mussolini: guerra, deportazione e miseria, la storia non si cambia». Il secondo invece concerne le sue disavventure giudiziarie: «Vergogna: via da Como i mafiosi». L’ iniziativa si deve ai militanti locali della Federazione della Sinistra (l’ aggregazione che unisce Rifondazione comunista e Comunisti italiani), che già da alcuni giorni hanno avviato una campagna contro la presenza di Dell’ Utri alla manifestazione culturale comasca. Alla contestazione aderisce anche l’ Associazione dei partigiani (Anpi), che in un comunicato accusa il senatore di apologia del fascismo e ricorda la figura di Enrico Caronti, martire della Resistenza vanamente torturato dai nazifascisti per farlo parlare, paragonandolo a Vittorio Mangano, condannato per mafia e definito in più occasioni un «eroe» da Dell’ Utri. Anche il Comitato per la difesa della Costituzione di Como ha espresso il suo «forte dissenso» con una lettera inviata al presidente di ParoLario, Glauco Peverelli. Quest’ ultimo, interpellato dal «Corriere», definisce «strumentale» la protesta: «Presentare dei documenti, per quanto discussi, non è certo una forma di apologia del fascismo. Noi abbiamo invitato Dell’ Utri perché abbiamo saputo che Bompiani in autunno pubblicherà i diari e ci è sembrato interessante chiamare a presentarli colui che ne è in possesso. Poi – aggiunge Peverelli – saranno gli storici a giudicare il valore di quelle pagine. Chi ritiene impropria l’ iniziativa è libero di non venire a seguirla. Quanto al processo contro il senatore del Pdl, non è una faccenda che ci riguardi: giudicarlo spetta alla magistratura». Dal canto suo Dell’ Utri non sembra dare peso alle contestazioni: «Troppo olio per un cavolo. Certe polemiche non meritano neppure una risposta. A Como ci sarò e leggerò brani dei diari, che considero un documento molto interessante». Ci saranno però, sin dalle 17.30, anche i contestatori, tra i quali il presidente provinciale e consigliere comunale di Rifondazione Donato Supino: «A parte le due condanne per mafia subite da Dell’ Utri, qui si cerca di rappresentare Mussolini in modo distorto, cancellando le sue pesantissime responsabilità per la soppressione della libertà, le leggi razziali, la guerra. Siamo indignati: oggi in Italia si ignorano le proteste degli operai colpiti dalla crisi e invece si dà spazio all’ operazione mistificatrice di Dell’ Utri». Ma avete intenzione di disturbare l’ intervento del senatore? «No, la nostra sarà una protesta civile e non intendiamo prestarci a provocazioni, anche se non possiamo garantire per tutti coloro che saranno in piazza». (ha collaborato Anna Campaniello)

Carioti Antonio

pag. 39 Corriere della Sera del 29/08/2010
ago 29
La Provincia contro la protesta.. Ma la FDS segna un punto.

A pagina 13 il quotidiano lariano del 28-08 scrive, a proposito della contestata presenza di Dell’Utri a Parolario domani alle 18

I Giovani comunisti e Rifondazione comunista hanno invitato a una protesta in piazza raccogliendo adesioni su Facebook ritrovando unità con i Comunisti italiani che hanno annunciato la loro partecipazione.

Facendo presente a La Provincia che l’unità con i Comunisti Italiani è una realtà già abbastanza consolidata nel comasco dopo tre tornate elettorali, siamo comunque lieti di questo riconoscimento nel promuovere questa mobilitazione. Esortiamo la società civile a unirsi a noi nel contrastare la deriva fascista e mafiosa della città. Non si tratta di libertà di parola, peraltro usata strumentalmente da chi sempre tende a negarla, ma di difesa della Costituzione antifascista e della legalità contro la criminalità organizzata. Il tentativo de La Provincia di giustificare questo evento come culturale e definire Dell’Utri innocente fino a giudizio di Cassazione (e nemmeno allora) è da considerarsi del tutto fuori luogo.

Domani sera la Como antifascista e antimafia vedrà che il suo unico reale riferimento sta nella Federazione della Sinistra, nei comunisti e in coloro che con noi lottano ogni giorno per una Como migliore..

ago 25
La società civile è contro Dell’Utri. La Federazione della Sinistra è l’unica forza politica che concretamente raccoglie questo messaggio

Si moltiplicano le prese di posizione contro la partecipazione di Dell’Utri al Parolario. L’iniziativa della Federazione della Sinistra ha raccolto una domanda pressante della società civile. Dopo l’Anpi anche il Comitato in difesa della Costituzione si è mobilitato scrivendo una lettera al Presidente di Parolario che riportiamo.

MITTENTE Comitato provinciale di Como per la difesa della Costituzione 24/08/2010 19.07
 
 
COMUNICATO STAMPA
Lettera aperta al presidente di Parolario Glauco Peverelli
 
 
Il Comitato provinciale di Como per la difesa della Costituzione esprime il suo forte dissenso per la scelta di aver incluso, nell’ambito delle iniziative di Parolario, l’intervento di un condannato in 1° e 2° grado per concorso esterno in associazione mafiosa.
Viviamo in un Paese dove ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni e di diffonderle, ma esiste la libertà – noi diremmo il dovere – di operare una scelta di valori: quelli che sono appunto contenuti nella Costituzione, in difesa dei quali noi del Comitato costantemente operiamo.
È pertanto la sua scelta che non possiamo, non vogliamo, non dobbiamo condividere.
Distinti saluti,
 
Per il Comitato in difesa della Costituzione
Aniello Rinaldi

Ricordiamo quindi l’appuntamento per il 30 agosto alle 17.30 a Piazza Cavour per gridare il nostro NO alla mafia e al fascismo.

ago 16
Protesta contro Dell’Utri

 

Protesta contro Dell'Utri

Riportiamo il post pubblicato sul sito dell’anpi di Como

Offende ed addolora la decisione degli organizzatori di Parolario, rassegna culturale legata alla tradizionale Fiera del Libro, di ospitare quest’anno, fra gli altri, anche l’on. Marcello Dell’Utri, già condannato in appello per concorso esterno in associazione di tipo mafioso, e noto per le sue deliranti dichiarazioni a sostegno del fascismo e di Mussolini, che lunedì 30 agosto alle ore 18 presenterà i suoi diari di Mussolini.

Indigna e addolora che ad una manifestazione culturale gli organizzatori, fra i tanti esponenti della cultura italiana e straniera, non abbiano saputo  trovare di meglio di un personaggio  sostenitore e propugnatore di una cultura fascista e mafiosa che l’associazione partigiana combatte e rigetta con forza.

 Al sen. Dell’Utri,che recentemente ha affermato che il suo eroe è lo stalliere Vittorio Mangano (il quale, processato per mafia, non ha parlato, rifiutando di fare il nome dei suoi mandanti), vogliamo rispondere che anche noi, partigiani ed antifascisti comaschi, abbiamo un eroe, ENRICO CARONTI, commissario politico della 52a brigata Garibaldi. Anche Caronti, sebbene sottoposto ad orribili torture, non ha fatto i nomi dei suoi compagni; egli ha saputo tacere, sacrificando la sua vita, per i nobili ideali di libertà, giustizia e di eguaglianza fra gli uomini e non per omertà mafiosa.

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