feb 7

* Le Case della Salute sono strutture pubbliche a livello sub-distrettuale dove operano gli erogatori dei servizi sanitari e sociali.

* Nella Casa della Salute si attuano gli interventi nel campo della prevenzione attraverso indagini sulle condizione di salute del territorio, sui danni e sui rischi presenti che devono essere eliminati. I esse lavorano gli operatori della prevenzione nei diversi campi e in particolare per l’igiene ambientale.e la prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
*
* Nella Casa della Salute si organizza l’erogazione delle cure primarie attraverso i Medici di Medicina Generale e gli infermieri di famiglia e l’attivazione delle cure domiciliari..

* Le Case della Salute hanno una relazione con gli ospedali, anche per evitare le dimissione selvagge e garantire la presa in carico delle persone dimesse. Esse stabiliscono relazioni con i servizi di salute mentale, i consultori e i SERT (servizi per la tossicodipendenza).

* Le Case della Salute sono il luogo della partecipazione organizzata dei cittadini, anche per la verifica del funzionamento dei servizi e la formulazione di proposte.

Milano, Febbraio 2010

feb 5

Econord va ovviamente verso la vittoria dell’appalto per la gestione dei rifiuti a Como, con un contratto da 82 milioni di euro per sette anni. La società che già gestisce lo smaltimento dei rifiuti è infatti l’unica partecipante alla gara. E viene presentata dalle opposizioni un esposto all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, mentre in aula consiliare viene presentata la richiesta di annullamento della gara.

In Consiglio Comunale, la dichiarazione del nostro capogruppo Donato Supino è tagliente: “Avevo detto che mi sarei tinto i capelli di rosso se non avesse vinto Econord. Non dovrò farlo e ne ero certo. Non c’è stata gara e i cittadini si trovano a pagare il 24% in più della Tarsu. Penso che l’assessore debba dare qualche argomentazione sul fatto che siano stati prolungati i tempi di presentazione delle offerte, perché più partecipanti lo avevano richiesto. Ma di offerte ne è arrivata una soltanto. Altri non possono vincere perché non hanno la piattaforma ecologica e perché non è prevista nemmeno nel piano di governo del territorio.” Ha poi chiuso rivolgendosi in dialetto all’assessore all’Ambiente, il leghista Diego Peverelli con un “alura assessur”, e chiedendogli di chiarire la situazione.

Sotto accusa c’è il nodo della piattaforma ecologica, la cui gestione è, ovviamente, prevista nel bando di gara. Il bando, però, impone che sia sul territorio comunale (per essere facilmente raggiungibile dagli utenti), ma non sono previsti spazi dove poterne costruire una nuova oltre a quella della Guzza (di proprietà di Econord). Questo vorrebbe dire che se un soggetto diverso da Econord avesse presentato un’offerta, avrebbe dovuto concordare con l’azienda proprietaria della piattaforma un canone di affitto.

 

Bruni e inquinamento

gen 29

martedì 26 gennaio 2010
(da il manifesto del 27 gennaio 2010)
Caro Nichi, colgo l’occasione di questo comune giorno di festa per porti una domanda: perché la positiva dinamica che abbiamo messo in moto in Puglia non può essere ripetuta anche nelle altre parti d’Italia?
Nella tua regione, di fronte all’arroganza del gruppo dirigente del PD abbiamo fatto fronte comune. Prima rifiutando la proposta che tu non venissi candidato e poi con il comune sostegno alla tua candidatura nelle primarie. Questo fronte comune ha vinto e il tuo splendido risultato ne è la testimonianza.
In Puglia ha cioè funzionato nei fatti una coalizione di sinistra di alternativa, in grado di tenere un profilo politico autonomo dal PD, che è riuscita, come riuscimmo nel 2005, a vincere le primarie. Una coalizione di sinistra di alternativa che ha aperto contraddizioni nel PD proprio in quanto ha saputo agire con una soggettività propria, non subalterna o manovriera. Si è fatta una battaglia limpida, senza sotterfugi, sia sul piano politico che su quello dei contenuti e la chiarezza ha pagato.
Del resto quando ci siamo visti e sentiti nelle settimane scorse proprio questo punto avevamo messo al centro. Di fronte ad un PD che è caratterizzato da una deriva centrista, con tratti di vera e propria subalternità all’UdC, abbiamo convenuto sulla necessità di coordinare le forze della sinistra al fine di incidere positivamente nella discussione in tutte le regioni. Nella reciproca autonomia avevamo individuato la necessità di unire gli sforzi, di fare una battaglia comune, di evitare che il PD potesse metterci gli uni contro gli altri nella ridefinizione moderata del suo asse politico.
In tutta franchezza, proprio questa battaglia comune a me pare sia venuta meno. Mentre in Puglia abbiamo agito concordemente, questo non avviene nelle altre regioni d’Italia.
Non ho lo spazio per fare una disanima complessiva per cui mi soffermerò solo sul caso della Lombardia, che a me pare emblematico. In questa regione Sinistra e Libertà ha deciso di sostenere Penati a candidato a Presidente proprio mentre questo ha posto un veto sulla presenza della Federazione della Sinistra nella sua coalizione. Qui ci troviamo in una situazione incredibile: il candidato del PD decide di porre una discriminante anticomunista per far parte della sua coalizione e si caratterizza su contenuti che sono grosso modo l’opposto dei contenuti che tu hai sostenuto nelle primarie pugliesi. Sinistra e Libertà, invece di fare battaglia politica e di rompere con Penati, decide di partecipare alla sua coalizione. Mentre in Puglia la sinistra, insieme, ha ottenuto un risultato straordinario, in Lombardia Sinistra e Libertà si fa strumento del tentativo di distruzione della sinistra da parte di Penati.
Caro Nichi ti chiedo quindi di battere un colpo. Se i ricatti non si possono accettare in Puglia, non debbono essere accettati nemmeno in Lombardia. Se è possibile lavorare per l’alternativa in Puglia, deve essere possibile farlo anche altrove. La primavera non la si costruisce in una regione sola.
Paolo Ferrero

gen 25

 

Dionisio: “a noi risulta che non vengono effettuati accertamenti”

 

 

“Per Arosio” vuole chiarimenti per capire come avvengano le nuove iscrizioni all’anagrafe cittadina sollevando dubbi sul fatto che effettivamente si facciano dei controlli per accertare non solo la regolarità dei documenti dei richiedenti, ma anche le condizioni igienico sanitarie dei locali presi in affitto o acquistati sul territorio arosiano.

«Vogliamo sapere come viene applicato il decreto Maroni della scorsa estate in materia di sicurezza pubblica. – spiega il capogruppo di minoranza Salvatore Dionisio -  A noi risulta che in paese non vengono effettuati controlli, ma gli uffici dell’anagrafe si basano solo sulle autocertificazioni. Così facendo, a nostro avviso si perde il controllo dei flussi migratori sul territorio».

Timori che il sindaco Antonio Pozzi assicura essere infondati: «I controlli ad Arosio si sono sempre fatti ed erano in vigore ancora prima del decreto Maroni – assicura il primo cittadino – . La differenza rispetto a prima, è che se un cittadino per iscriversi all’anagrafe comunale doveva, tra gli altri documenti, presentate anche un certificato emesso dalla Asl che testimoniasse la salubrità dei locali che intendeva occupare come prima abitazione, adesso è il comune che si occupa di questo aspetto. Nel caso in cui i nostri vigili o il personale dell’ufficio tecnico non riscontrino adeguate condizioni igienico-sanitarie, sono loro a richiedere l’intervento dell’Asl. Questo cambiamento non solo

permette ai cittadini di risparmiare tempo, ma i comuni, che meglio conoscono il proprio territorio rispetto a un ente esterno, possono in questo modo avere sempre il polso della situazione aggiornato. Per cui il controllo del territorio è garantito e su questo aspetto il gruppo di  minoranza non venga a farci la morale».

Il sindaco Pozzi in particolare non ha per nulla gradito l’insinuazione del dubbio che ad Arosio si concedano le residenze in maniera “facile”: «Piuttosto succede il contrario e lo dimostrano i casi di ricongiungimento familiare – prosegue -: esistono delle tabelle della Regione Lombardia che indicano 

chiaramente di quanti mq deve essere l’alloggio per accogliere i nuclei familiari in base al numero dei loro componenti. Abbiamo avuto il caso specifico di un pakistano al quale non abbiamo consesso questo  riavvicinamento perché la sua abitazione era di due metri quadrati inferiore a quanto richiesto dalla norma.

E non abbiamo fatto eccezioni solo perché i metri quadrati di differenza erano pochi: se la legge è quella, va rispettata per cui, piuttosto che essere tacciati di permissivismo, ci siamo scrupolosamente attenuti a quanto previsto. Dunque un concetto di equità e di regole certe che nulla hanno a che vedere con il permissivismo».

E non solo: «Per evitare situazioni di degrado o di sovraffollamento negli appartamenti, episodi che si verificano con maggiore facilità quando si parla di stranieri, in accordo con la caserma dei Carabinieri di Mariano abbiamo organizzato dei controlli a sorpresa in alcune zone periferiche del paese in cui c’era stata segnalata un’intensa presenza di persone di nazionalità diversa da quella italiana. Bene – conclude il sindaco Pozzi -, mi fa piacere poter dire che quell’operazione non ha accertato infrazioni o irregolarità sia per quanto riguarda i documenti e i permessi di soggiorno, sia  per le situazioni abitative»

Da La Provincia di Como del 23-1-2010

 

 

  

 

gen 20

Immagine 

VII EDIZIONE
ANNO 2010

 

  GIOVEDÌ 21 gennaio 2010

 

  

l’Associazione “Cittadini Insieme” Porlezza e Valli

 

in collaborazione con

 

Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio

Comune di Porlezza

SPI/CGIL di Porlezza

Istituto di storia contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como

ANPI Como e Dongo

Istituto d’Istruzione Superiore Statale “Ezio Vanoni” Menaggio-Porlezza

 

nel 65° anniversario della Commemorazione

 ricorda la strage fascista di Cima del 21 gennaio 1945

 

 

PROGRAMMA

 

ORE 9.30   CIMITERO DI CIMA

Cerimonia di commemorazione

 

Presentazione della targa “Il Sentiero della Memoria di Cima”    

realizzata nell’ambito del progetto Adottiamo il territorio

promosso dal Sistema Museale Territoriale Alpi Lepontine

  Maggiori info: Tel. 335 6044074,  e-mail: usavolini@tele2.it

gen 17
eppur si muove

Manifesto della Federazione

Nasce a Como la Federazione della Sinistra. Il Comitato Politico del PRC di Como, riunitosi venerdì 15 gennaio, alla presenza dei compagni del PDCI e di Lavoro e Solidarietà, ha dato avvio all’esperienza di unificazione delle Sinistre.

Un momento storico, commentano gli esponenti del PRC, per la prima volta invece che dividersi ci si unisce sulla base di contenuti chiari, il comunismo simboleggiato dalla falce e martello e l’anticapitalismo.

Un’assemblea molto partecipata che fa ben sperare per il futuro in un territorio da sempre difficile per la Sinistra.

gen 14

“Il PD è uscito dall’aula senza consultare nessuno. E’ un atteggiamento incomprensibile, quasi irresponsabile, come spesso si è dimostrata la politica del PD”. Così Donato Supino, capogruppo di Rifondazione Comunista al Consiglio comunale di Como ha stigmatizzato la scelta del Partito Democratico di uscire dall’aula consiliare senza sostenere il documento presentato dal consigliere di minoranza Bruno Magatti (Paco).

Pur stigmatizzando l’atteggiamento della maggioranza di centro-destra che non aveva i numeri necessari a proseguire la seduta pur avendone votato la prosecuzione a oltranza, Rifondazione Comunista ha inteso dare il proprio appoggio al documento di minoranza che altrimenti non sarebbe stato approvato per mancanza del numero legale.

Il nostro partito ha intenzione di utilizzare il Consiglio Comunale per portare avanti politiche per il bene comune. Evidentemente il PD, pur di far fare una figuraccia mediatica al Sindaco, gli consente di non approvare provvedimenti che andrebbero nella direzione di migliorare le condizioni dei comaschi.

In sostanza, il PD si è dimostrato l’ancora di salvezza sostanziale per il centro-destra, con la scusa di mostrarne la debolezza in diretta tv.

Inoltre nessun esponente del Partito Democratico aveva comunicato l’iniziativa, che è stata presa evidentemente senza alcun ragionamento politico (per voler credere alla buona fede).

gen 6

Gli sviluppi della questione Paratie a Lago hanno risvegliato la politica comunale che da tempo languiva su assetti politici ben collaudati dal Sindaco feudatario ai valvassori della Lega Nord.
Qual è la peculiarità delle Paratie a Lago?
L’arroganza di una maggioranza che, anche in balia di un maremoto politico, naviga senza saper dove approdare ignorando la volontà del Consiglio Comunale.
Per comprendere è necessario percorrere alcune tappe:
In seduta pubblica l’ing. Viola ha sollevato le due cariche comunali più alte da ogni responsabilità. Questo tentativo di scaricare le responsabilità di impicci e varianti sulla Direzione dei Lavori è stato un tentativo boomerang: non c’è cittadino disposto a credere che il Sindaco, il Vicesindaco e la Lega Nord non ne fossero a conoscenza.
Riprova ne è stata la votazione segreta che con larga maggioranza, trasversale agli schieramenti, ha sfiduciato Caradonna.
Solo i cittadini devono decidere sulle finalità del progetto ora che sono emerse realmente: aumentare la capacità di invaso del bacino a favore dell’agricoltura della bassa Lombardia, poi riparare dalle esondazioni Piazza Cavour.
Il sindaco si deve dimettere.
Ci troviamo però di fronte ad una persona che non tiene conto né dei cittadini né del Consiglio Comunale.
Il Consiglio Comunale ha votato la sfiducia a Caradonna: solo 3 consiglieri su 41 hanno votato a suo favore.
Sono i limiti della democrazia: il Consiglio Comunale è esautorato dalla sua autorità e la cittadinanza ha un vicesindaco che non vuole più.
I membri della maggioranza che si resero disponibili a rassegnare le proprie dimissioni devono prender coraggio.
Si deve lavorare per le dimissioni del Sindaco.
La minoranza dia immediata disponibilità a rassegnare le dimissioni con questi consiglieri perché si raggiungano le 21 firme necessarie a sciogliere il Consiglio Comunale e tornare a votare.

Da Palazzo Cernezzi, pag.18, spazio autogestito da Rifondazione Comunista.
Donato Supino

gen 5

Ci avevano detto che un Parlamento con meno partiti sarebbe stato più efficente e meno dispendioso per le casse dello Stato..

Invece
Sull’Espresso di qualche settimana fa c’era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all’UNANIMITA’ e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa Euro 1.135,00 al mese. Inoltre la mozione é stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.

STIPENDIO: Euro 19.150,00 AL MESE;

STIPENDIO BASE: circa Euro 9.980,00 al mese;

PORTABORSE: circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare);

RIMBORSO SPESE AFFITTO: circa Euro 2.900,00 al mese;

INDENNITA’ DI CARICA: (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00); TUTTI ESENTI DA TATELEFONO CELLULARE: gratis;

TESSERA DEL CINEMA: gratis;

TESSERA TEATRO: gratis;

TESSERA AUTOBUS – METROPOLITANA: gratis;

FRANCOBOLLI: gratis;

VIAGGI AEREO NAZIONALI: gratis;

CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE: gratis;

PISCINE E PALESTRE: gratis;

FS: gratis;

AEREO DI STATO: gratis;

AMBASCIATE: gratis;

CLINICHE: gratis;

ASSICURAZIONE INFORTUNI: gratis;

ASSICURAZIONE MORTE: gratis;

AUTO BLU CON AUTISTA: gratis;

RISTORANTE: gratis

INOLTRE:
Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi

E i leghisti tanto contrari agli stipendi della politica? E Di Pietro? Dov’erano? Hanno votato a favore del loro aumento vertiginoso di stipendio.
Noi di Rifondazione Comunista non siamo per un Parlamento più debole, ma siamo perché i privilegi della classe politica cessino. Non serve abbassare il numero dei parlamentari. Sarebbe sufficiente che gli stipendi fossero adeguati e non così stratosferici.

Vi hanno chiesto di diminuire il numero dei partiti per potersi aumentare lo stipendio. Questo è il loro voto utile.

Come Rifondazione Comunista vogliamo che gli italiani sappiano del colossale inganno operato dai finti moralisti, in special modo che i cittadini del nord, a cui è stato detto per anni di Roma ladrona, sappiano cosa hanno fatto i rappresentanti padani.

Promuoviamo iniziative per contrastare questo scempio. Rivolgetevi alle federazioni del PRC.

gen 4

ImmagineIl Ministro Brunetta ha dichiarato che bisognerebbe modificare anche la parte valoriale della Costituzione repubblicana partendo dall’art. 1 perché a suo dire non ha senso fondare la Repubblica sul lavoro.

Forse per chi non è mai stato realmente lavoratore come il signor ministro la nostra costituzione può parire priva di significato. Per colui che disattende i più banali principi alla base dei diritti dei lavoratori forse fondare lo Stato su chi lavora è incomprensibile.

Ma per noi che insieme ai lavoratori lottiamo ogni giorno, che abbiamo contribuito a scrivere quella carta costituzionale che è definita come tra le più avanzate al mondo, la parte dei valori fondanti dello Stato non può e non deve essere riformata.

La democrazia italiana dipende dalla salvaguardia di quella carta costituzionale che viene dall’esperienza dell’antifascismo. E per salvaguardare la Costituzione il Partito della Rifondazione Comunista è pronto a dare battaglia, insieme a tutti quei cittadini che pensano che ci sia qualcosa di più al mondo oltre al mercato, alla concorrenza, al razzismo che impera in questo Paese.

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